Wednesday, July 1, 2015

TTIP, TTP, TISA. La Parola agli esperti Economici. Da Stiglitz al Senato USA.


 La politica tutta, tranne rare eccezioni, ha già fornito la propria risposta:  Il TTIP, TTP e TISA saranno ottime soluzioni commerciali tra gli Stati Uniti ed il resto del mondo per abolire le esose tariffe protezionistiche, aumentare i volumi di affari, favorire crescite vertiginose del PIL e dell'occupazione come mai viste prima.
Ma andiamo con ordine:
TTIP - Il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti ( Transatlantic Trade and Investment Partnership) è un accordo commerciale di Libero Scambio tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Se il progetto finale verrà approvato comprenderà circa la metà del PIL mondiale, oltre il 30% del commercio globale e oltre il 40% del commercio planetario dei servizi. I principali accordi riguardano il settore Tessile, Chimico, Farmaceutico, Cosmetico, Attrezzature Mediche, Informatica, Ingegneria e derivati, Pesticidi, Misure Sanitarie e Fitosanitarie. Stiamo parlando di accordi dalle proporzioni immense che interesseranno la vita di milioni di cittadini Americani ed Europei.
TTP - Il Partenariato Trans-Pacifico (Trans-Pacific Partnership) riguarda invece l'altra fetta di mondo che andrà a commerciare e fare affari con gli Stati Uniti: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Vietnam. Questi accordi interesseranno il Mercato dei servizi, dei Beni, Norme di origine dei prodotti, Misure sanitarie e Fitosanitarie, Proprietà Intellettuali, Politiche di Competizione. Anche in questo ambito i numeri in gioco sono enormi, circa il 40% del PIL mondiale.
TISA - L'Accordo di Commercio e dei Servizi (Trade in Service Agreement). In particolare parliamo della liberalizzazione dei trasporti, banche e sanità. L'Accordo coinvolge 24 Paesi, compresa tutta l'Unione Europea, e ancora Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Sud Korea, Svizzera, Turchia, Stati Uniti, circa il 70% dell'Economia Mondiale dei Servizi. Questo piano propone, tra l'altro, che una volta abolita una barriere doganale tra più Paesi, questa non possa essere reintrodotta.
Dunque con questi Accordi si eliminerebbero quelle barriere doganali, quelle norme Statali, quei lacci legislativi che impedirebbero la fluidità e la crescita economica tra Stati Uniti ed Europa, tra Stati Uniti e Resto del Mondo. Ancora una volta chi controlla le istituzione finanziarie, economiche e politiche mondiali tende a fornire una semplificazione estrema dei benefici di questi partenariati: maggiore lavoro, maggiore prosperità, maggiore benessere. Visto che noi non siamo esperti economisti ma cittadini curiosi ed attenti vediamo qualche commento autorevole di coloro che non considerano questi trattati come la panacea di tutti i problemi mondiali.

- Prof. Jane Kelsey ( Professoressa di Legge presso l'Università di Auckland, MPhil presso l'Università di Cambridge autrice di numerose pubblicazioni di economia e libero mercato). Ecco uno dei suoi ultimi articoli datato 5 Giugno 2015

" Wikileaks ha ancora una volta reso pubblici dei documenti sul TISA che sarebbero dovuti rimanere segreti per i prossimi 5 anni. Ci vorrebbero negoziazioni "pulite" senza tutta questa segretezza per non mettere a rischio i diritti e la qualità dei servizi pubblici offerti ai Neozelandesi. Questa deregolamentazione non solo faciliterà la privatizzazione ma darà carta bianca alle Istituzioni Finanziarie e Multinazionali per entrare in un Paese comprando e cambiando i servizi pubblici a loro piacimento, senza che il Governo possa fare qualcosa."

- Prof. Ha Joon Chang ( Economista Coreano, Professore Associato presso l'Università di Cambridge, Consulente presso la Banca Mondiale, la Banca di Investimenti Europea, diversi dipartimenti delle Nazioni Unite e dell'OXFAM. Autore di numerosi testi accademici).
Questo un suo intervento il 3 Marzo 2015 sul "The Guardian"

" In realtà, nonostante i promotori del Libero Mercato, sono proprio delle politiche industriali intelligenti, volte anche a proteggere quelle aree industriali emergenti che possono sostenere la crescità di un paese.
Essere pro-business non vuol dire essere pro-ricchi. Sotto la retorica del pro-business ci dimentichiamo che i Governi hanno altro a cui pensare. Per esempio per la brama di fare affari si vuole, a volte, diminuire le tasse e le barriere per le multinazionali, ma questo vuol dire andare a tassare più pesantemente altri settori della società per cercare di ottenere lo stesso livello di Servizi. Il Neoliberismo non è il percorso ottimale per uno sviluppo economico. La democrazia segue il principio "un uomo, un voto" mentre per il libero mercato la formula è più "un dollaro, un voto". Si scavalcano le masse per favorire il ricco di turno."

- Jeffrey Sachs ( Economista Americano, Direttore dell'Earth Institute presso la Columbia University, consigliere speciale delle Nazioni Unite, nel bienno 2004/5 viene incluso nella classifica del Times "Le 100 persone più influenti del pianeta" )

Questo il suo pensiero riportato su un articolo dell'Huffington Post del 15 Settembre 2014

"Questi accordi (TTIP, TTP, TISA) ignorano le vere sfide di questo millennio, che sono ambiente e diseguaglianze crescenti. L'interno processo non è trasparente, una ragione più che sufficiente per non rispettare il trattato. Non sono contro la Globalizzazione, ma ho sempre immaginato di muoverci verso un sistema globale che sia decente ed umano, che riconosce i vincitori ma anche gli sconfitti, che redistribuisce con equità, che combatta la povertà. Questa globalizzazione favorisce solo gli investitori. La fetta di questo sistema si allarga ma con costi enormi per la povertà e per le diseguaglianze in aumento, con crisi finanziarie e catastrofi ambientali più frequenti. Questi trattati accellereranno questi processi."

- Dani Rodrik ( Economista Turco, professore di Scienze Sociali presso l'Instituto Princeton in New Jersey. Collaboratore delle più importanti associazioni di ricerca economica )

Questo un suo intervento sul TTIP datato 6 maggio 2015

" Si stanno sparando numeri da favola, crescite incredibili, ma nei fatti chi lo va a spiegare alla gente? L'aumento del PIL non tiene conto dell'aumento del welfare. Ci dicono "meno barriere, più efficenza economica, aumento esportazioni e più lavoro", ma nella visione mercantile esportare è positivo, importare un po meno. Quindi se noi esportiamo in qualche Paese, in quella ipotetica Nazione che riceve i nostri prodotti si distrugge il mercato del lavoro. Inoltre tutte le bozze sono a scrutinio segreto. Troppe incertezze su questi accordi, ci vorrebbero più dibattiti pubblici e meno segretezze. "

- Barnie Sanders (Politico Americano, Senatore per i Democratici.).

Questo il suo pensiero in un intervento al Senato Americano, riportato su "Economy in Crisis" il 29 Aprile 2015

" Questi accordi dicono sempre le stesse cose, ma alla fine sono un fallimento. Il NAFTA (Accordo Economico firmato da USA, Canada e Messico nel 1994) avrebbe dovuto aprire i mercati messicani ad i prodotti Statunitensi. Clinton nel 1993 diceva che il NAFTA avrebbe creato 200.000 posti di lavoro nei primi due anni. L'Economic Policy Institute riporta invece come tutti questi accordi commerciali con Messico ma anche con Cina e Corea hanno aumentato il deficit negli scambi commerciali e oltre 5 milioni di posti di lavoro andati persi nel solo 2013. Questo è comprovato anche da un articolo del "New York Times" del 2013 dal titolo " Under NAFTA Mexico suffered and the US felt its pain".

- Joseph Stiglitz ( Economista Statunitense, Premio Nobel per l'economia nel 2001. Consigliere nell'amministrazione Clinton, Vice presidente della Banca Mondiale, centinaia le sue pubblicazioni )

Ecco un passaggio del suo pensiero sul sito "Project Syndacate"

"Questi accordi non rappresentano un reale partenariato di uguaglianze perchè gli Stati Uniti dettano i termini. Si va oltre il normale commercio, imponendo cambiamenti fondamentali nelle strutture legali, di giustizia e normative dei singoli paesi senza la dovuta considerazione per le Istituzioni Democratiche. In casi analoghi i Governi di Uruguay e Australia sono stati denunciati dalla "Philip Morris" per aver aver posto più immagini  shock sulle conseguenze del fumo sui pacchetti di sigarette per tutelare i consumatori. Le regole determinano il tipo di economia e di società in cui viviamo. Esse influenzano le negoziazioni con una deriva verso le diseguaglianze. Ciò che si vuole otte­nere con que­sto accordo non è un miglio­ra­mento del sistema di regole e di scambi posi­tivo per i cit­ta­dini ame­ri­cani ed euro­pei, ma garan­tire campo libero a imprese pro­ta­go­ni­ste di atti­vità eco­no­mi­che nocive per l’ambiente e per la salute umana. La domanda è volere che queste Multinazionali decidano il modo di vivere delle società nel 21esimo secolo? Spero che Asia, USA ed Europa rispondano "NO"."

Come dimenticare, del resto, il recente caso riportato dall'organizzazione "Corporate Europe" sul tentativo di alcune Multinazionali del settore chimico e dei pesticidi (  CEFIC - European Chemical Industry Council & ECPA - European Crop Protection Association, Bayer) di bloccare la messa al bando dell' EDC,  una vasta categoria di sostanze o miscele di sostanze, che alterano la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo. L'esposizione umana a queste sostanze, presenti dai cosmetici, alle plastiche, ai pesticidi, può causare cancro alla prostata, al seno, infertilità, diabete, obesità, malformazioni. Ritardare queste regolamentazioni su questa pericolosa sostanza è basilare per queste Lobby. Estremo tentativo di includere l'EDC nella deregolamentazione che il TTIP porterà, se approvato.
Le denuncie di segretezza di questi trattati sono in qualche modo state respinte al mittente dalla Commissione Europea, che ha iniziato a pubblicare dei fascicoli sui benefici del TTIP, ma andando a curiosare sul sito le informazioni rimangono sempre molto vaghe: aumenti occupazionali, benefici per industria ed agricoltura, benessere e ricchezza. Mentre Wikileaks continua a sfornare documentazioni riservate che svelano le reali intenzioni di chi tesse le fila di questi accordi.

Il passato dimostra la totale inattendibilità di questi trattati, vedi NAFTA, le menti più brillanti dell'economia mondiale avvertono sulla pericolosità di questi Accordi e sul potenziale incremento della forbice tra ricchi e poveri, tra Multinazionali e sovranità nazionali, tra diritti e dollari. La politica è sempre più invischiata nella ragnatela di queste Lobby, ad ogni movimento la tela avvolge e imprigiona sempre più. Il popolo si sta mobilitando contro TTIP, TISA e TTP ma non è abbastanza. Solo una consapevolezza globale su che cosa la politica rappresenti al giorno di oggi può davvero portare ad una rivoluzione culturale. Delegare la propria vita, unica ed irripetibile, nelle mani di questi individui, senza interpellarli costantemente su che cosa stanno facendo è equiparabile ad un crimine, un crimine contro noi stessi ed il nostro futuro. I governi sono sempre più autoritari laddove i cittadini hanno smesso di domandare ed interessarsi del dono più prezioso: la loro vita. Maremma cinghialaaaaaaaaaaaaa

Wednesday, June 3, 2015

Sunni vs Shiite, Dollars and Koran. The permanent war in the Middle East


 "Divide and Conquer" (Divide and Command) never before now this motto by the Roman Empire is appropriate for what is going on in the Middle East. A series of events that engulfed a "distracted" public opinion  who is  hurried to synthesize the following thought: Islam equals terrorism and fundamentalism. Going beyond this wall of stereotypes means unravel the thread of a tangled skein, it means beginning to understand who are the real protagonist of this "total war" where the role of the victims and the executioners change almost daily.The first step to understand the Middle Eastern situation is to start to outline this immense community of ethnic groups, factions and etnicity with the necessary distinctions.The currents in Islam are mainly two: Sunnis and Shiites, the first include about 90% of the entire Islamic world (Jordan, Saudi Arabia, across North Africa, the Iraq of Saddam Hussein or Gaddafi's Libya), while Shiites occupy a more modest 10%, in absolute majority in Iran, predominant in Iraq, Bahrain and Azerbaijan, there is also a large presence of Shiite in Lebanon (Hizb Allah, the Party of God) in Kuwait and Yemen (Zayditi). The division of these two factions takes place after the death of Muhammad in 632 AD. It poses the problem of succession at the head of the community: a part of believers recognize  in Ali (cousin and son in law of Muhammad) the designated successor, but the majority of the community believed that there had not been any designation by Muhammad and that it was up to the community to elect the "first caliph." The first were called "Shiite" who recognized the leadership of the Islamic community only in the descendants of Muhammad, providing total power both spiritual and temporal to the Imam, he is appointed by the same Prophet and Imam  that had preceded him. Differently for the "Sunnis"  any good morality Muslim  can access to lead the community, they consider the successor to the Prophet Caliph, regarded as the guardian of the Shariah, which has the temporal power but not the spiritual, if we want the Sunni faction it has roots more egalitarian and democratic, even if only in theory. 
The Saudis  bombings  (with the support of a coalition of Morocco, Sudan, Egypt and Turkey) in Yemen, however illegal, (since that they have not received any kind of approval from the UN Security Council) are an effort to protect the interests of the House of Saud in Yemen, one of the poorest states in the Middle East and the world and to protect the religious balance in the area. The Houti, the Yemeni rebels / Shiites, seeking to control the country, after the escape of its president Abdrabbuh Mansour Hadi, recognized by the international community and from Saudi Arabia. The forces maneuvering the battles are Iran on the Shi'ite side and Saudi Arabia for Sunni of the President Hadi, now a refugee in Riyadh what a case. But there is of course the frontline of Al Qaeda, located in southern Yemen and pushing to take over some oil well strategically important. The southern part of the country overlooks the Strait of Bab al Mandab, between Somalia and Yemen, where  four million of barrels of oil pass everyday. Leave this area on jihadist control means jeopardizing the oil trade between Arabia and the rest of the world, whereas the other possible commercial passage is the Persian Gulf which is under direct control of Iran.The Saudi influence in the Middle East is huge, in terms of energy the country covers 14% of worldwide demand for black gold, the latest estimates recorded more than 10 million barrels a day. Geopolitics, religion and energy sources: the Saudi strategy of destabilizing the Shiite Middle East  is clear: To fund Jihadist groups like Al Qaeda or ISIS, with arms and men to support the anti-Assad rebels in Syria, which happens to see among them members of the Black Caliphate, while at home they try to fight Al Qaeda and brothers. A key point to understand is the creed that is practiced in Saudi Arabia: Wahhabism, "an extraordinarily serious ideological threat, a totalitarian movement masquerading as a religion," according to former CIA Director James Woolsey. Orthodox and ultra-conservative movement, who interpret in a very rigid the Koran, the Wahhabis believe that all those who do not practice Islam in the manner indicated by them are heathens and enemies to fight. Ideology that has spread many Wahhabi mosques and schools across many Arab countries, ideal breeding ground for fundamentalism and hooded extremist . The attempt is to establish a stronghold of Sunni resistance to the Iranian Shiite borders. Ryad combines support for jihadism beyond its borders to counter the Shia power  (Iran), and the fight against the internal jihadism  that threat  the kingdom of Saud. A schizophrenic position since the distance between the doctrinal official Saudi Wahhabism and Salafism claimed by jihadist ISIS is reduced almost zero.We are talking about a state that has iron ties with the United States, which is protected by International Community despite the total lack of freedom for women and the systematic repression of any civil law. How can we forget, for that matter, 15 out of  19 attackers of 9/11 were Saudis. A destabilizing and dangerous policy that has cost the lives of many civilians in the north of Iraq, when the black troops of the Islamic Caliphate conquered Mosul and Kirkuk. All thanks to a rain of dollars from Saudi Arabia and Qatar, also confirmed by the statement of Richard Dearlove, head of British Intelligence M16, from 1999 to 2004. A system that has fueled the movement anti-Assad in Syria and anti Maliki in Iraq, to ​​the delight of jihadists supplied with weapons and dollars, with the approval of the West deliberately distracted on the real instigators of this disaster that is tearing apart the Arab world. "Kuwait is the epicenter of the financing of terrorist groups in Syria, while Qatar is its hinterland through a habitat permissive allowing terrorists to feed", so reports David Cohen, an official of the American administration. US tries not to get too hooked into this mess, especially for the recent agreements, all to be confirmed, with Iran, enemy number one of the Saudi kingdom. Of course the US involvement is not just a rumors but a fact: military hardware, bombs, aerial refueling, logistics, a fundamental support especially in the recent bombing in Yemen. John Kerry makes a big voice with Iran declaring unacceptable the supplies that the country provides to the Houthi rebels in Yemen. But the British Secretary of Foreign Affairs, Philip Hammond, called "exaggerated allegations of Iranian aid to the Yemeni rebels." There is more an economic and oil support, the Houthis have enough weapons and do not need the Iranian market. Once again the considerations are based on real data: the US are from 24 years in the Middle East, to be precise with the Iraq's invasion on 1991, the war against Saddam, the revolts of the rebels, the birth of ISIS, the collapse of Afghanistan, Libya, Egypt, Syria, the Palestinian question still in chaos, attacks in Tunisia, and once again the only solution is a military one. Billions of dollars and thousands of lives summarize drastically the total failure of US foreign policy, sometimes exclusively to conserve energy, to fuel the war industry, to redraw the borders and demarcate sectarian divisions, countering new and "old" world adversaries such as China and Russia. Despite these efforts, the breakthrough to the east from the Arab countries seems very strong: China is the third largest importer of oil from Saudi Arabia, 10% of Dubai's population is Chinese, also Qatar is increasing its business with Beijing in the sales of Gas. In this immense chess game, in this complex political picture, every move involves many decisions that eventually affect all players. Israel also has its role of lender of the rebels (ISIS) in Syria, to have more than one point in common with Saudi Arabia in destabilizing the Shiite communities, to control the Strait of Mandeb already mentioned above. The strange Couple Israeli-Arabia has very precise plans to stop the enemy Shiite Iran, what, according to Netanyahu himself, would clear his country and that is extremely dangerous for its nuclear arsenal. There are already plans  for an Israeli attack, with support of Rihad, against Iran.Yet enough to read more than one authoritative source on nuclear power to conclude that  is more dangerous Israel and its number of warheads which is a international secret  (probably a hundred), Iran does not even have the machines suitable for enrich uranium for military purposes. Israel is busy in its campaign for the " Middle East victim" forgets to communicate to the public the movement of its 3 nuclear submarines (purchased from Germany) off the coast of Iranian as reported by the "Sunday Times", a way to sharpen tensions in the Gulf, continuing to play the part of the country with the dove on his shoulder and a gun in his pocket. It is evident the total disinformation of the Media for a war zone that is on the headnews only when some Western hostage or Christian is eliminated or if the American empire allow  their means of propaganda in an attempt to mask a situation out of control. There is no mention of the ongoing military exercises with the participation of several Arab countries under the auspices of the United States. Here catapult in the fifth edition of the "Eager Lion" war games, with the kind hospitality of Jordan and with partecipants like Kuwait, Bahrain, Qatar, Saudi Arabia, Egypt, UAE, Lebanon and Iraq supported by the US, Britain, France, Italy, Canada , Belgium, Poland, Australia and Pakistan. All committed from the 5th to 19th May in practices for combating terrorism, throwing bombs in the desert and so on, even Jordan itself has shown the will to protect themselves from militants ISIS pressing at its borders. A sort of "get ready for the worst," the war that spreads like a virus, to the neighboring country in the neighboring country is more than a feeling. The American steamroller increased the pace dragging in prehistory entire nations. Libya was one of highest for GDP per capita and life expectancy among all African countries, with free education and health care. Gaddafi was considered a reliable partner, before the US / NATO might be revealed once again their true plans: to cripple a country and then rebuild it in his own image and likeness, at least economic. The Libyan leader did not line up with the energy policies imposed by the US and allies, he supported the "NAM" movement of non-aligned countries to the third world. The Arab Spring so acclaimed by the press and television as the beginning of a new phase of freedom and rights for Islamic countries, it is, in fact, proved to be fertile ground for warmongers and petrodollars. Pipeline projects shape the Middle East policies, they elect or overthrow the puppet on duty, all in a galaxy of total lawlessness that view from the land of trivial information seems a bright star. Laws and rules sink into the Middle East quagmire. Just a few days ago, "Human Rights Watch" has accused Saudi Arabia of using the infamous "cluster bombs" during its bombing in Yemen. (Prohibited by the UN Convention and banned by 116 States). In just six months 1,200 civilians died and more than 300,000 do not have a home anymore. More than 30 schools have been torn down by the Saudi missiles. Riyadh a few days ago hosted the visit of US Secretary of State John Kerry, who also had the guts to recommend attention and precautions in the bombing in Yemen, no matter if the majority of those deadly weapons and prohibited in many countries are sold  by the United States. A total war that changes name just for a matter of geography: Libya, Somalia, Egypt, Syria, Yemen, Palestine, Lebanon, Iraq, Afghanistan, the same script, they use the  local stage for global interests. The chaos is the key aspect to remain permanently in the Middle East by funding sectarian groups and jiihadisti, bombing hospitals, schools and aqueducts, making every country in ruins to be shared with other allies bent to the Washington will. Quran and oil, comfortable fundamentalism  and rivers of dollars, local puppet with long strands up to Washington or Tel Aviv, Moscow and Riyadh where the real instigators move the checkers. After 24 years the Middle East has become a gunpowder keg, a hooded extremists factory , an immense refugee camp, a place of death, hatred and despair. While newspapers produce stereotypes for the masses in need of easy answers and often racist ...... and rubble cover the truth. maremmacinghialaaaaaaaaaaaaaa

Monday, May 11, 2015

Sunniti vs Sciiti. Dollari e Corano. La guerra permanente nei Paesi Arabi


"Divide et Impera" (Dividi e Comanda) mai come oggi questo motto dell'Impero Romano risulta adeguato per quello che sta succedendo in Medioriente. Una serie di avvenimenti che hanno sommerso un' opinione pubblica distratta e frettolosa nel sintetizzare il seguente pensiero: Islam uguale Terrorismo e fondamentalismo. Andare oltre a questo muro di stereotipi significa districare il bandolo di una matassa  ingarbugliata, vuol dire iniziare a capire chi sono i veri protagonisti di questa "guerra totale" dove le vittime ed i carnefici cambiano ruolo quasi ogni giorno.
Il primo passo per provare a comprendere la situazione Mediorientale è quella di iniziare a delineare questa immensa comunità di etnie, fazioni e gruppi con i distinguo del caso.
Le correnti nell'Islam sono principalmente due: Sunniti e Sciiti, i primi comprendono circa il 90% dell'intero mondo islamico (Giordania, Arabia Saudita, tutto il Nord Africa, l'Iraq di Saddam Hussein o la Libia di Gheddafi), mentre gli Sciiti occupano un più modesto 10%, in maggioranza assoluta in Iran, troviamo in maggioranza gli sciiti in Iraq, Bahrain e Azerbaijan, c’è inoltre una cospicua presenza sciita in Libano (Hizb Allàh, partito di Dio) in Kuwait e nello Yemen (Zayditi).
La divisione di queste due fazioni avviene dopo la morte di Maometto nel 632 d.C., qui si pose il problema della successione a capo della comunità: una parte dei credenti riconosceva in Ali (cugino e genero di Maometto) il successore designato, ma la maggioranza della comunità riteneva che non ci fosse stata alcuna designazione da parte di Maometto e che spettasse alla comunità l’elezione del “primo califfo“. I primi furono denominati "Sciiti" che riconoscevano alla guida della comunità islamica solo i discendenti di Maometto, fornendo totale potere sia spirituale che temporale all'Imam, egli viene investito dallo stesso Profeta e quindi dall’Imam che lo ha preceduto. Per i "Sunniti" invece qualsiasi musulmano di buona moralità può accedere alla guidà della comunità, essi considerano il successore del profeta il califfo, considerato come il guardiano della Shariah, che gode del potere temporale ma non di quello spirituale, se vogliamo la fazione Sunnita ha delle radici più egualitarie e democratiche, anche se solo in teoria.
I bombardamenti Sauditi (con l'appogio di una coalizione formata da Marocco, Sudan, Egitto e Turchia) in Yemen, peraltro illegali, visto che non hanno ricevuto nessun tipo di approvazione dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, sono lo sforzo di proteggere gli interessi della Casa di Saud in Yemen, uno degli Stati più poveri del Medioriente e del mondo e di tutelare gli equilibri religiosi della zona. Gli Houti, i ribelli yemeniti/sciiti, cercano di controllare il paese, dopo la fuga del suo presidente Abdrabbuh Mansour Hadi, riconosciuto dalla Comunità Internazionale e dall'Arabia Saudita. Le forze in campo che manovrano la fila sono l'Iran per la lotta sciita e la Casa Saudita per i Sunniti del presidente Hadi, adesso rifugiato a Riyadh appunto. Ma vi è naturalmente il fronte di Al Qaeda, localizzato nel sud dello Yemen e che spinge per impadronirsi di qualche pozzo di petrolio strategicamente importante. La zona meridionale del paese si affaccia sullo stretto di Bab al Mandab, tra Somalia e Yemen, dove passano 4 milioni di barili di petrolio al giorno. Lasciare questa zona in mano jihadista vuol dire mettere a repentaglio il commercio petrolifero Saudita e quindi mondiale, considerando che l'altro possibile sbocco commerciale sarebbe il Golfo Persico sotto diretto controllo Iraniano.
L'influenza saudita nel Medioriente è enorme, dal punto di vista energetico il paese copre il 14% del fabbisogno di oro nero mondiale, le ultime stime registravano oltre 10 milioni di barili al giorno. Geopolitica, religione e fonti energetiche: la strategia saudita di destabilizzare il Mediorente Sciita è chiara: finanziare gruppi Jiihadisti come Al Qaeda o ISIS, supportare con armi e uomini i ribelli anti Assad in Siria, che guarda caso vedono tra le loro fila esponenti del Califfato Nero, mentre in casa propria cercano di combattere Al Qaeda e compagnia. Un punto chiave da comprendere è la dottrina religiosa che si pratica in Arabia Saudita: il wahhabismo, "una minaccia ideologica straordinariamente seria, un movimento totalitario mascherato da religione" secondo l'Ex Direttore della CIA James Woolsey. Un movimento ortodosso ed ultraconservatore, che interpreta in maniera molto rigida il Corano, i wahhabiti credono che tutti coloro che non praticano l'Islam secondo le modalità da essi indicate siano pagani e nemici da combattere. Ideologia che ha diffuso molte scuole e moschee wahhabite in numerosi paesi arabi, fucina ideale per fondamentalismi ed estremisti incappucciati. Il tentativo  è quello di istituire una roccaforte di resistenza sunnita alle frontiere sciite dell’Iran. Ryad combina il sostegno al jihadismo fuori dai suoi confini per contrastare il potere sciita (Iran), e la lotta contro il jihadismo interno che minaccia il regno dei Saud.
Una posizione schizofrenica dal momento che la distanza dottrinale tra il wahhabismo ufficiale saudita e il salafismo rivendicato dai jihadisti dell’ISIS si riduce quasi zero.
Stiamo parlano di uno Stato che ha legami di ferro con gli Stati Uniti, che viene protetto nonostante la totale mancanza di libertà delle donne e la repressione sistematica di qualsiasi diritto civile. Come dimenticare, del resto, che 15 dei 19 attentatori del 9/11 erano Sauditi.
Un politica destabilizzante e pericolosa che è costata la vita a numerosi civili nel nord dell'Iraq, quando le truppe nere del califfato Islamico conquistavano Mosul e Kirkuk. Il tutto grazie a una pioggia di dollari dall'Arabia Saudita e dal Qatar, confermati anche dalle dichiarazione di Richard Dearlove, capo dei Servizi Segreti Britannici M16, dal 1999 al 2004. Un sistema che ha alimentato i movimenti anti Assad in Siria e anti Maliki in Iraq, per la gioia dei jihadisti riforniti di armi e dollari, con il beneplacito di un occidente volutamente distratto sui mandanti reali di questo disastro che sta dilaniando il mondo arabo. " Il Kuwait è l’epicentro del finanziamento dei gruppi terroristi in Siria, mentre il Qatar ne costituisce il retroterra grazie ad un habitat permissivo che consente ai terroristi di alimentarsi", cosi riporta David Cohen, funzionario dell'amministrazione americana.
Gli USA tentano di non farsi invischiare troppo in questa pantano, sopratutto per i recenti accordi, tutti da confermare, con l'Iran, avversario numero uno del regno Saudita. Ovviamente il non coinvolgimento americano è solo di facciata: hardware militari, bombe, rifornimenti aerei, logistica, un supporto fondamentale sopratutto nel recente bombardamento in Yemen.
John Kerry fa la voce grossa con l'Iran dichiarando inaccettabili i rifornimenti che il paese fornisce ai ribelli Houthi in Yemen. Ma lo stesso Segretario degli affari Esteri Britannico, Philip Hammond, ha definito "esagerate le accuse di aiuti iraniani ai ribelli yemeniti". Si parla più di un supporto economico e petrolifero, gli Houthi hanno già armi a sufficienza e non hanno bisogno del mercato Iraniano.
Ancora una volta le considerazioni si basano su dati reali: gli USA sono da 24 anni in Medioriente, per la precisione con l'invasione Iraquena, la guerra a Saddam, le rivolte dei ribelli, la nascita dell'ISIS, i collassi di Afghanistan, Libia, Egitto, Siria, la questione Palestinese ancora nel caos, gli attacchi in Tunisia, e ancora una volta l'unica soluzione disponibile è quella militare. Miliardi di dollari e migliaia di vite umane riassumono in maniera drastica il fallimento totale delle politiche estere statunitensi, volte solo ed esclusivamente a preservare le fonti  energetiche, ad alimentare l'industria bellica, a ridisegnare i confini e demarcare le divisioni settarie, contrastando nuovi e "vecchi" avversari mondiali quali Cina e Russia. Nonostante questi sforzi la svolta verso Est dei paesi arabi appare molto decisa: la Cina è il terzo importatore di petrolio dall'Arabia Saudita, il 10% della popolazione di Dubai è cinese, anche il Qatar sta aumentando i suoi affari con Pechino nella vendita di Gas. 
In questo immenso risiko, in questo complesso scacchiere politico ogni mossa implica molteplici decisioni che prima o poi condizionano tutti i giocatori. Anche Israele ha il suo ruolo di finanziatore dei ribelli (ISIS) in Siria, di avere più di un punto in comune con l'Arabia Saudita nel destabilizzare le comunità sciite, nel controllare lo stretto di Mandeb già sopra menzionato. La strana coppia Israelo-Saudita ha piani ben precisi per fermare il nemico sciita iraniano, quello che, secondo lo stesso Netanyahu, vorrebbe cancellare il suo paese e che risulta estremamente pericoloso per il suo arsenale atomico. Ci sono già piani in continuo aggiornamento per un attacco Israeliano con appoggio di Rihad contro l'Iran.
Eppure basterebbe leggere più di una fonte autorevole sul nucleare per concludere come sia più pericoloso Israele: il suo numero di testate è un segreto internazionale (probabilmente un centinaio), l'Iran non ha nemmeno i macchinari adatti per arracchire l'uranio a scopi bellici.
Israele impegnato nella sua campagnia di "vittima mediorientale" dimentica di comunicare all'opinione pubblica lo spostamento di 3 suoi sottomarini nucleari (acqustati dalla Germania) al largo delle coste Iraniane come riportato dal "Sunday Times", un modo per acutire le tensioni nel golfo continuando a recitare la parte del paese con la colomba sulla spalla e la pistola in tasca. 
Risulta evidente la totale disinformazione dei Media per una zona di guerra che fa notizia solo se qualche ostaggio occidentale o cristiano viene eliminato o se l'impero americano squinzaglia i propri mezzi di propaganda nell'estremo tentativo di mascherare una situazione fuori controllo. Non si parla delle continue esercitazioni militari a cui partecipano diversi paesi arabi sotto il patrocinio degli Stati Uniti. Eccoci catapultiti nella quinta edizione della "Eager Lion" giochi di guerra, per gentile ospitalità della Giordania che vede Kuwait, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi, Libano e Iraq coadiuvati da USA, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada, Belgio, Polonia, Australia e Pakistan. Tutti impegnati dal 5 al 19 Maggio in pratiche di lotta al terrorismo, lanci di bombe nel deserto e cosi via, anche la Giordania stessa ha mostrato la volonta di proteggersi dai miliziani dell'ISIS che premono ai suoi confini. Una sorta di "prepariamoci al peggio", la guerra che si espande, come un virus, di paese confinante in paese confinante è più che una sensazione. Il rullo compressore americano ha aumentato il ritmo trascinando nella preistoria intere Nazioni. La Libia aveva uno dei PIL procapite ed una speranza di vita tra i più alti di tutti i paesi africani, con educazione e sanità gratis. Gheddafi era considerato un interlocutore affidabile, prima che USA/NATO svelassero ancora una volta i loro veri piani: mettere in ginocchio uno Stato e poi ricostruirlo a propria immagine e somiglianza, perlomeno economica. Il leader libico non si allineava alle politiche energetiche imposte da USA ed alleati, sosteneva il "NAM" movimento dei paesi non allineati per il terzo mondo. La Primavera Araba così osannata da organi di stampa e tv come l'inizio di una nuova fase di libertà e diritti per i paesi islamici, si è, in realtà, rivelata terreno fertile per guerrafondai e petroldollari. Progetti di gasdotti plasmano le politiche mediorientali, fanno eleggere o rovesciare il burattino di turno, il tutto in una galassia di totale illegalità che vista dalla terra della banale informazione sembra una stella luminosa.
Le leggi e le condanne sprofondano nel pantano mediorientale. Appena qualche giorno fa "Human Rights Watch" ha accusato l'Arabia Saudita di aver utilizzato le famigerate "bombe a grappolo" durante i suoi bombardamenti in Yemen. (vietate dalla Convenzione dell'ONU e bandite da 116 Stati). In appena sei mesi 1200 civili sono morti ed oltre 300000 non hanno più una casa. Oltre 30 scuole sono state abbattute dai missili sauditi. Riyadh qualche giorno fa ha ospitato la visita del Segretario di Stato Americano John Kerry, che ha avuto anche il coraggio di raccomandare attenzione e precauzioni del caso nei bombardamenti in Yemen, poco importa se la maggioranza di quelle armi mortali e proibite in numerosi Paesi sono vendute proprio dagli stessi Stati Uniti. Una guerra totale che cambia nome solo per una questione geografica: Libia, Somalia, Egitto, Siria, Yemen, Palestina, Libano, Iraq, Afghanistan, stesso copione, si usano i palscoscenici locali per interessi globali e mondiali. Il caos è l'aspetto fondamentale per rimanere permanentemente in medioriente, finanziando gruppi settari e jiihadisti, bombardando strutture ospedaliere, scuole ed acquedotti, rendendo ogni paese un cumulo di macerie da spartirsi con gli altri alleati piegati ai voleri di Washington.
Corano e petrolio, fondamentalismi di comodo e fiumi di dollari, marionette locali con lunghi fili che arrivano fino a Washington o Tel Aviv, Mosca o Riyadh dove i veri mandanti muovono le pedine. Dopo 24 anni il medioriente è diventato una polveriera, una fabbrica di estremisti incappucciati, un immenso campo profughi, luogo di morte, rancore e disperazione.  Mentre i giornali fabbricano stereotipi per le masse bisognose di risposte facili e spesso razziste......e le macerie comprono la verità.

Sunday, April 5, 2015

Riscaldamento Globale, un problema Nazionale


Diciamoci la verità: in Italia il territorio è sempre stato strumento per fare cassa. Meno che mai una risorsa, che richiede ingenti finanziamenti e tutele a causa delle sue molteplici fragilità, piuttosto il classico tappeto dove nascondere la polvere, meglio se radiottiva. Un territorio vessato da abusi edilizi, cementificazione, dissesti idrogeologici, minaccie per le falde acquifere, terreno fertile solo per ecomafie, discariche abusive, buchi di alta velocità ed altissima dannosità e tagli indiscriminati, come l'ultima proposta dal Governo di eliminare il Corpo Forestale dello Stato per tagliare i costi, affermazione smentita anche dal WWF Italia per cui ": I costi non verranno però ridotti ma rischiano anzi di aumentare: il WWF ha più volte ricordato che il CFS rappresenta il 3% di tutte le forze di polizia e il 90% del suo costo è per il personale. Il trasferimento dei servizi oggi della Forestale ad altra amministrazione aumenterà i costi, si perderà l’economia di scala oggi garantita." Un'ente con quasi due secoli di Storia che rischia di venire abbattuto dai tagli Renziani, mentre i vitalizi dei parlamentari continuano a consumare milioni di euro ogni mese. Il riscaldamento globale non è avvertito come un'emergenza reale, un pericolo non immediato, ma posticipabile. Prima ci sono le emergenze abitative per compiacere qualche costruttore amico di famiglia, poi ci sono le fabbriche che avvelenano, ma che danno lavoro, non dimentichiamoci i siti illegali dove stoccare rifiuti tossici, amianto e qualsivoglia veleno.
Secondo numerosi studi, tra cui quello del Joint Research Center della Commissione Europea, le Nazioni del sud Europa, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Bulgaria sono quelle più a rischio per cambiamenti climatici. Aumento delle temperature che portano a frequenti siccità, salinizzazione delle foci dei fiumi, danni per le coste e maggiori perdite per l'agricoltura, sofferenza delle falde acquifere, erosione delle coste.
Fausto Guzzetti, Direttore dell'IRPI (Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica), mette in luce come la frequenza di catastrofi naturali in Italia sia in aumento specie per la forte densità abitativa in zone considerate "sensibili" da un punto di vista idrogeologico. Da un recente articolo apparso sulla "Stampa" : Non esiste in Europa paese maggiormente colpito da ogni tipo di catastrofe naturale come l'Italia: terremoti, frane, inondazioni, tornado, grandine, valanghe. Frane e inondazioni - fenomeni spesso correlati - negli ultimi cinquant’anni hanno provocato 2007 morti, 87 dispersi, 2578 feriti e 423.728 sfollati. 
Segno tangibile di una natura che si sta ribellando in maniera sempre più violenta sono le tempeste del 4/5 Marzo scorso in Italia Centrale: in Toscana nella foresta di Vallombrosa almeno 20000 alberi sono stati abbattuti, divelti come stuzzichini dalla furia degli elementi. Alberi ultracentenari, non ramoscelli appena germogliati, che non hanno retto l'impatto di venti fino a 150km/h. Vaste zone del bosco adesso sono completamente scoperte, radure con un ammasso di tronchi caduti, fauna e flora sotto assedio.
Dati alla mano (fonte IRPI/CNR ) nel 2014 si sono avuti 33 morti e 46 feriti, oltre 10000 sfollati, 220 Comuni colpiti in 19 Regiorni su 20. Liguria la più martoriata, seguita da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Tra il 2009 ed il 2013 una media di 32 morti all'anno con 45000 sfollati per un territorio sempre vessato dal Dio del cemento, mascherato da un progresso solo per i soliti noti, dove la politica non tutela ma ammicca al migliore o forse sarebbe meglio dire peggiore offerente.
Provate a digitare "Rifiuti Tossici" sul motore di ricerca Google, verrà fuori una lista della spesa alquanto avvelenata: Brescia, Ditta Selca, 23 mila tonnelate di rifiuti, floruri a cianuri da smaltire, costi stimati 8 milioni di euro. Benevento, fusti tossici trovate tra i 3 ed i 10 metri di profondità, alcuni contenenti tricloroetano, sostanza bandita dal commercio dal Protocollo di Montreal del 1996, zona sensibile per la presenza di una falda acqufera. Calabria, le dichiarazioni a suo tempo rese dal pentito Carmine Schiavone su rifiuti radioattivi interrati nel Reggino e nel Vibonese, la Jolly Rosso arenata ad Amantea, il procedimento giudiziario in corso per il grave inquinamento del fiume Oliva, i relitti al largo delle coste di Cetraro, il numero elevato di casi di tumore nella zona del Paolano. Vasto, Abruzzo, oltre 100 quintali di rifiuti in una discarica abusiva, alcuni altamente tossici, olii esausti, batterie, prodotti chimici. Senza dimenticare la terra dei fuochi in Campania o  i 198 fusti tossici dispersi nel 2011 al largo della Gorgona, di cui 71 mai recuperati, processo appena conclusosi con l'assoluzione dei 3 imputati perchè il fatto non sussite (ma il fusto resiste anzi i 71 fusti sussistono eccome). 88 casi sospetti di navi affondate dal 1979 al 2000 secondo un dossier di "Legambiente".
L'ultimo DDL n.1345 sui Reati Ambientali è ad un passo dalla sua approvazione, praticamente tutto il Parlamento sembra d'accordo sulla bontà e sul progresso che questa legge porterà, eppure per alcuni giuristi ed ambientalisti non sembra così. Secondo un recente articolo sul "FattoQuotidiano": il disegno di legge 1345 introduce delitti in materia ambientale, prima puniti solo con contravvenzioni, ad eccezione del traffico illecito di rifiuti (2007) e della “combustione illecita” del decreto Terra dei Fuochi (2014). Viene inoltre introdotto all’articolo 452 ter il “disastro ambientale”, punito con pene da 5 a 15 anni. Mano pesante, dunque, se non fosse che la norma è scritta con tanti e tali paletti da renderne impossibile l’applicazione, almeno ai casi davvero rilevanti. E lo dicono gli stessi magistrati che devono utilizzarlo.
Tutto questo mentre analizziamo i dati del "International Disaster Database" che rileva un aumento del numero degli eventi catastrofici dal 1990 in maniera costante in gran parte del globo. Il  capitalismo sfrenato del “prendere-trasformare-buttare” deve virare verso una forma economica “rigenerativa” in cui il rifiuto diventa nuova materia da reinserire nel processo produttivo, per l’appunto ciclico e non più lineare. Qualsiasi artefatto che produce rifiuti deve essere tassato in base al suo "indice di riutilizzo" tanto più basso quanto più alte saranno le tasse applicabili. Secondo un recente sondaggio di Eurostat, la media europea pro capite di produzione di rifiuti, dal 1995 al 2013,  è di 481 kg, in aumento del 2%, in Italia siamo a 491 kg, in aumento dell'8%, la Romania è a 272 kg e un po tutti i Paesi considerati "minori" (Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria) producono meno spazzatura, forse perchè la ricchezza porta benessere ma se questo non è veicolato da una profonda informazione e da un consumo responsabile, lo spreco è sempre dietro l'angolo.
Ogni settore, specie quello ambientale, ha assoluta necessità di figure esperte e consapevoli dell'enorme importanza che riveste l'ambiente nella società. Poi vediamo il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ex commercialista di Casini, che nel 2010 si dichiarava favorevole al nucleare in Emilia Romagna, senza nessuna reale competenza ambientale nella sua carriera politica che oscilla tra promesse sull'ILVA e proclami di zero plastica nelle discariche entro il 2020, tanto da qui al 2020 altri mezzi ministri occuperanno quella poltrona senza memoria...maremmacinghialaaaaaaaaaa

Monday, March 2, 2015

US Empire: Secret War and Torture Across the Globe


The recent report by the US Senate on the CIA torture that  has commited in the past decade of fighting terrorism has shocked only those who still believe in fairy tales served by the majority of newspapers and TV. Information without historical memory, which deliberately ignore the very foundations of Geopolitics, the plot, the coup d'etat, such as the attacks or "plane crashes" too hastily stored despite numerous questions unanswered, questions from those who reject the official versions of the facts because obviously incomplete and deficient.Documents from the past, the last century show us the US involvement in numerous Coups in Central and South American, the fiasco of the Vietnam War, the funding to the Afghan rebels, later became Al Qaeda. How to trust and accept for good the nowadays campaigns in the Middle East? Are we in the presence of a collective redemption by an administration, the American one, which continues to outperform competitors in military spending? Humanitarian aid is the last thought but the first excuse of an Empire that just wants to control the world and its resources. Obviously other superpowers are not acting like bit player, are in the same geopolitical chessboard. We must start from the axiom that war springs from the lie, the war is only a huge game for power and money.Amnesty International has always been on the side of human rights and against all forms of abuse. They has been clamoring that European countries denounce the interference of the CIA and torture perpetrated in their countries. Who knows  must reveal the names, because these crimes do not go unpunished. Julia Hall, an expert on terrorism and human rights is even more explicit: "Without the help of the European the United States would not be able to secret detentions and torture for so many years." (Have you read or heard on TV this news ?!)Amnesty points out how in the substantial US Senate report are indicated alleged secret places of detention illegal in Poland, Lithuania, Romania. All this with the logistical support of Germany, United Kingdom, Macedonia, for a turnover of several million dollars.The confirmation comes also from the Pulitzer Prize and journalist of the "New York Times" Mark Mazzetti and his book "Killing Machine", which tells the metamorphosis of the CIA, especially after the attacks of September 11 in the US. The CIA activities is mixed with that of the Pentagon in a concert military-intelligence complex shaping a new American way of war.Nick Turse, investigative journalist and contributor to the New York Times and the Los Angeles Times reports that the US Special Forces (SOF) are present in an unimaginable number of countries, often in disguise. 133 for the accuracy, 70% of Nations of the planet. The confirmation comes from Lieutenant Colonel Robert Bockholt, official SOCOM (US Special Operations Command). The best of the best of the American special forces engaged in operations  from training of local soldiers to true and proper "captures and eliminates" perceived enemies / terrorists. All these tasks are not followed by the traditional media, then the channels of information come from the press military, tip off from the White House, or former soldiers or officials in the mood for revelations.The new General of SOCOM (United States Special Operations Command), the US command in charge of special operations, is Joseph Votel III, a graduate of West Point and Army Ranger. This command has seen duplicate its officers since 2001, 33.000 against 70.000 today.Nick Turse takes us on a journey into the very detailed structure of this Military Organization.The lion's share of the SOCOM belong to the Rangers and the Green Berets followed by the Air Force, the Navy (the SEALs), other special units and a small group of Marines. This command of SOCOM has numerous sub departments in the planet: the SOCAFRICA, the SOCEUR (European contingent), the SOCKOR (only for Korea), the SOCPAC covering the rest of the regions of Asia and the Pacific, the SOCSOUTH, specific Caribbean, Central America and South America, the SOCCENT for the Middle East, the SOCNORTH, specifically for the defense of American soil, the JOSc, an elite special forces to eliminate terrorist cells in any part of the planet. "The murderers secrets Obama" as defined them Naomi Wolf in an article on "The Guardian", who continues: "A special group out of any law and immune from any martial law." To understand this group is the same that have "cleared" the enemy of the moment Ranked # 1 Osama Bin Laden."The purpose is to create a sort of international military cooperation, with an interchange between the different special forces of each Country." Turse continues. These "special operations interchange" (called Solos) are already present in 14 Embassies of many allied countries: Australia, Brazil, Canada, Colombia, El Salvador, France, Israel, Italy, Jordan, Kenya, Poland, Peru, Turkey and the United Kingdom. The goal is to expand these "partnerships" to 40 countries by 2019. The abbreviation JSOTF-P, for example, is part of the support that the US military with its special forces provide in the Philippines, to defeat alleged jihadist cells. About 600 officials and US military in support of local militias. On the other hand there is also a ten-year agreement signed between the United States and the Philippines that allows the first to use military bases on the spot for their Jet war in order to counterbalance the risks of China, is not a movie but reality. Another Special Unit is now banned, which was to support and protect the sovereignty of the Afghan government (Joint Special Operations Task Force-Afghanistan), with night operations, catch and even killings of civilians. Only in 2014, after ten years of denies, the Pentagon has admitted the existence of this special group. 
In addition to this already large deployment of forces more or less official across the globe, there is also a group called "Special Operations Command Forward" (SOC FWD) in which small groups of soldiers carry out actions to support  special combat situations . The SOCOM refused to confirm the presence of this latest assault units. But there are already numerous articles and documents that prove the existence of these groups of soldiers: Pakistan, Yemen, Lebanon, SOC FWD East Africa, Central Africa and SOC SOC FWD FWD West Africa. A recent example of exercises and intrusions in the various African governments, is the last coup d'etat in Burkina Faso: the African Chef Isaac Zida, author of the overthrow of the government, had received in 2012 a course of counterterrorism in Florida, as reported by the " Washington Post ". Tutorials Americans in Trinidad and Tobago, Suriname, Green Berets who teach armies Dominicans. Last September 1200 US soldiers have participated with special Dutch, Polish, Czech, Lithuanian, Finnish, British, Norwegians and Sweden forces  in exercises with close combat, assaults night, rescues hostages, snipers and so on."I can assure you that what happens in Latin America affects west Africa which in its turn affects Southern Europe which consequently affects the Southeast Asia, everything is connected." This statement of Admiral William McRaven American former commander of SOCOM and JSOC, made at a meeting of the sector in 2013. But between scandals and torture, Coups d'etat and meddling in the sovereignty of various Nations, huge budget for military spending, wars never won but rather exploded like a virus out of control, the taxpayer does not have the right to know that these operations in fact affect freedom and future.In 2001, according to Turse, there were 23 Terroristic Groups: from  Hamas to IRA, as cataloged by the US State Department. The members of Al Qaeda was not more than 1000 mainly in Afghanistan and Pakistan. Today, after more than a decade of secret wars, sophisticated security systems, and billions of dollars squandered, Terrorist Groups are almost 40, many stepsons of Al Qaeda, spread from Yemen to Nigeria, Mali, Tunisia, Morocco, the Somalia, Lebanon, not counting the ISIS 30000 and its affiliates. Affairs for the American special forces is booming, the face of global terrorism.In Italy alone the US military has invested more than two billion dollars by the end of the cold war, turning the country into a strategic / logistics platform  for the various war in the middle east. Military bases, commercial agreements, tutorials, accommodation, weapons, 15% of US forces in Europe reside in Italy with over 50 bases located in the Alps to Sicily. (Article published in La Stampa)This type of information falls into that category called "awkward" because it could cause the citizen to think that we are a colony of the United States, that although the Constitution we are directly involved in wars and massacres of civilians in the half of the world, that the Government always folds more often to Washington's demands under the risk/pressure to lose trade agreements and contracts in the Middle East. Despite the economic crisis and social depression that crosses the Italian economy and the west in general, the money for military spending are always guaranteed and indeed increase (for the year 2015 are provided almost 18 billion) for new aircraft to defend ourselves from terrorists that precisely the United States go to hunt incognito among the world or perhaps I should say that the first train them and then fight them and possibly torture them, as history continues to teach us if there were organs of misinformation that tell us anything but the uncomfortable truths .... maremmaaaaa cinghialaaaaaaaaaaaa