Monday, July 14, 2014

La Storia insegna: Neoliberismo, Educazione, Finanza, Anarchismo, Africa Coloniale. Da Dewey, a Rocker, fino a Davidson. Pensatori Indipendenti ed i vuoti culturali del Sistema


 Informare non significa indottrinare qualcuno, non significa mostrare solo il lato della medaglia che più ci piace. Educare non significa imporre delle idee, ma piuttosto stimolare la mente ad una crescita flessibile, variegata, elastica. Significa aiutare nel cammino, invogliare, diversificare le proposte e le tematiche, rendendo la mente come una pianta con continui germogli e frutti, non un vaso da riempire con nozioni senz'anima.
L'informazione, anche quella indipendente, è sovente farcita da errori, articoli "copia e incolla" spesso non verificati ne da chi li scrive ne da chi li riporta sui vari siti, spacciati come verità assoluta. Internet è una fonte pressoche inesauribile di notizie, articoli, statistiche, interviste, dati, sondaggi, ci si può trovare tutto ma anche il contrario di tutto. Chi scrive su questo blog ama l'informazione nella sua autenticità, senza spennellate di ideologia tra le righe, senza compromessi, almeno qui.
Se l'auto che usiamo da anni continua a rompersi, a perdere pezzi, a lasciarci a piedi, a costarci conti salati dal meccanico, dobbiamo considerare l'idea di cambiarla. Questo non vuol dire che siamo contro ogni auto, ma vuol dire fare un ragionamento logico che va a nostro vantaggio. Analogamente il sistema economico, politico e sociale è come una macchina che decenni fa aveva promesso mirabolanti progressi, l'eliminazione della povertà, la riduzione dei divari tra paesi ricchi e poveri, il successo del libero mercato, della globalizzazione sul protezionismo, della catena di montaggio sull'artigiano locale, della crescita senza limiti sulla conservazione delle risorse, di un benessere a pioggia, nessuno escluso. Questo sistema, questa macchina, sta dimostrando i limiti delle sue promesse, perde pezzi, viene quotidianamente riparata per fare ancora qualche km, perchè i suoi sostenitori continuano a farci soldi a palate. Non vogliono il cambiamento, non vogliono il benessere di tutti, ma solo della loro Elite, e di quelli legati a quell'elite, un esercito di adepti, in una spirale di potere e privilegi.
Potremmo affermare che l'occidente è divenuto ricco e prospero perchè ha vissuto sulle spalle dei paesi in via di sviluppo, che un tempo erano le colonie: materie prime, spezie, oro e diamanti, petrolio, sono state in gran parte prelevate da Sud America, Africa, Asia e Medio Oriente e ridistribuiti in Europa prima e nell'America del Nord poi.
La storia ha una collezione interminabile di studi di scienziati, di economisti, di filosofi che avevano già pronosticato il fallimento di questo sistema. Lo avevano fatto in tempi non sospetti, quando il libero mercato, la privatizzazione erano all'apice di uno sviluppo che si sarebbe rivelato poi dai piedi d'argilla.
Questo articolo vuole mostrare alcuni di questi studiosi che avevano studiato perchè questo sistema non poteva funzionare. Ce ne sarebbero molti e molti altri ancora, ma l'intento non è quello di fare un elenco, ma di stimolare chi legge ad approfondire questi studi, a sfogliare le pagine della storia dove è già tutto scritto, diagnosticato e previsto. Un presente senza memoria è destinato ad un futuro sempre più incerto e devastante.

Sul concetto di educazione troviamo John Dewey (1859-1952), autorevole rappresentate nel ramo della pedagogia e filosofia Statunitense, secondo cui le esperienze non vengono imposte dall'insegnante, ma nascono dagli interessi naturali degli alunni ed il compito dell'educatore è quello di assecondare tali interessi per sviluppare attraverso essi il senso della socialità.
L'insegnamento, secondo Dewey, deve essere dettato da un processo di continua evoluzione, ogni  nozione dovrebbe condurre alla successiva, in una crescita costante, un movimento libero. Esiste un'intrinseca continuità nell'educare, o vi è piuttosto una serie di atti aggregati gli uni con gli altri? Sovente ci troviamo a studiare delle scatole chiuse, dei traguardi finiti. Non è una crescita reale, un passo che spinge al seguente passo, ma una serie di nozioni fini a se stesse, qualcosa di imposto dagli insegnanti. Un sistema di pensiero che ci porteremo nella società. Chi insegna dovrebbe comprendere questo: bisogna sviluppare un processo mentale qualitativo, non la risposta giusta. Ogni grande progresso nelle scienze è arrivato da pensieri alternativi, fuori dai canoni classici delle teorie prestabilite. Un contadino pianifica le sue attività in accordo con la natura circostante, ogni stagione può essere diversa a seconda delle variabili esterne: sole, vento, pioggia, parassiti, terreno. Deve comprendere e prevedere, e così dovrebbe fare un maestro, ogni giorno, ogni passo, ogni alunno è diverso e questo richiede un adattarsi alle sue esigenze.
Quello che l'insegnante propone non è frutto delle sue scelte, ma di un sistema superiore che decide quali testi adottare, quale metodo sviluppare per gli studenti, anche se è quello meno opportuno. Si viene a creare un conflitto. Come se delle autorità esterne imponessero al contadino di piantare patate in un terreno più adatto per i pomodori, o seminare in quel periodo anche se fosse il meno adatto per la semina.
Per questo, sottolinea Dewey, una buona Democrazia è quella che stimola e promuove pensieri indipendenti, attivi. Altrimenti si rischia una deriva nel pensiero unico, un monocolore che sà molto di indottrinamento. Una dittatura della maggioranza che non discute ma deve imporre il suo sistema. L'individualità viene annichilità per far posto alla massa, ad un gruppo che deve far numero, senza troppe domande. L'Aristocrazia è una forma di governo nelle mani di pochi, considerati "migliori", che controllano lo Stato nell'interesse della comunità. L'oligarchia è una sua forma degenerata, dove quei "migliori" impongono il potere ma per i loro interessi privati. Secondo Aristotele:" quei pochi esercitano il potere indebitamente, o in quanto non ne hanno il diritto o in quanto lo fanno violando le leggi o, infine, in quanto lo esercitano favorendo gli interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità". Ritornando ai giorni nostri, e considerando, per esempio,  il potere "democratico" di un referendum, spesso non rispettato. Oppure a una politica sempre più invischiata nella corruzione, o che investe negli armamenti e non nell'educazione, possiamo riferirci alla realtà che ci circonda come ancora democratica?

Se analizziamo le complessità del Sistema Dominante non possiamo non parlare dello scrittore, pensatore ed attivista Rudolf Rocker (1873-1958), autorevole esponente del pensiero anarchico.
Questa corrente di pensiero, oggigiorno banalmente semplificata come un gruppo di violenti che non vuole nessuno tipo di autorità, meriterebbe un articolo a parte.
Già nell'incipit del suo libro "Anarcho-Syndicalism" Rocker, definisce l'Anarchia come l'abolizione di tutti i monopoli economici e di tutte le istituzioni politiche e sociali che si impongono nella società. Le persone si dimenticano spesso che le industrie non sono fini a se stesse, ma dovrebbero essere solo dei mezzi per assicurare ad ogni uomo la sua naturale sussitenza, permettendogli di progredire culturalmente. Un'economia senza regole inizia dove il lavoro rappresenta il "tutto" e l'individuo il "niente". I tempi della natura vanno forzati in quelli monotoni e ripetitivi della catena di montaggio. Le ingenti spese militari che ogni Governo impone ai propri cittadini ed i debiti di guerra sono il prezzo della presunta protezione dello Stato su popolo. Questo lavoro di Rocker è del 1947 eppure potrebbe benissimo essere stato scritto da qualsiasi oppositore del libero mercato dei giorni nostri.
Il potere dello Stato, continua l'autore, non è altro che una caricatura grottesca della società presente.
L'Anarchia vorrebbe abolire questa forma di Stato con i suoi principi autoritari, di guardiano governativo, dove sotto la pretesa di formare un uomo più civile e morale lo rende in realtà schiavo, oppresso e inevitabilmente sfruttato. Il ruolo del popolo, prosegue Rocker, è oramai quello di ratificare delle decisioni prese in altre stanze, di adottare delle dottrine, preparate altrove dai propri "superiori", osservando passivamente i cambiamenti della società. La Rivoluzione sociale, la formazione di un popolo finalmente padrone delle proprie scelte è l'obiettivo ultimo. Rocker, come la maggioranza degli anarchici, non era comunista. Sia il comunismo che il fascismo erano visti come forme estreme di politica, da evitare.
Anche il Capitalismo è visto dall'autore, come la volontà di rendere sottomessi milioni di individui. Una forza che spinge i Governi e gli imperi verso obiettivi che favoriranno una ristretta cerchia di persone. Il Capitalismo moderno non si pone limiti, può muoversi con freddo egoismo verso alcuni ed incarnare la "provvidenza" per altri. Le abilità tecniche e scientifiche sono progredite in maniera considerevole, eppure la massa non si è arricchita ma piuttosto il contrario.
Per mantenere questo apparato molti dei progressi tecnologici sono serviti per eliminare il prossimo, si creano masse di killer in uniforme, dove la burocrazie sono dei tiranni senz'anima, dove dalla culla alla bara siamo oppressi da regimi polizieschi, dove il territorio è riempito di celle e penitenziari, informatori e spie. La crescente tecnologia a spese della personalità umana e la sottomissione ad un destino a cui la maggioranza si arrende è la ragione per cui il desiderio di libertà è meno vivo oggi tra gli uomini, sostituito da quello di una sicurezza economica.  L'anarchismo non è il brevetto perfetto per tutti i problemi sociali, non è l'utopia di un ordine assoluto, non crede nella perfezione o in un traguardo finale per le popolazioni. Piuttosto in un perfezionamento illimitato del'ordine sociale. L'anarchismo riconosce la relatività di ogni idea, di ogni istituzione e di ogni ceto sociale. Anche la libertà non è un concetto filosofico astratto, ma la possibilità concreta e vitale per ogni individuo di sviluppare le sue capacità ed il suo talento cui la natura ha dotato e di porre questi doni per il miglioramento della società. Meno interferenze ci saranno da parte di Governi o religioni e più efficente ed armonica la personalità umana diverrà per il beneficio dell'individuo e della comunità.
Sembrano pensieri di un "Gandhi" qualunque piuttosto che di un anarchico, forse perchè la nostra visione di anarchia è distorta.

Una precisa analisi sulle dinamiche dei Partiti Politici, sui loro obiettivi finali ce la offre  il Prof. Thomas Ferguson (1949- ), esperto di scienze politiche, autore e giornalista di temi economici e politici appunto.
Nel suo scritto più interessante " Investment Theory of Party Competition " si analizza in maniera dettagliata come siano le Elite Affaristiche a dirigere le scelte dei Partiti Politici e non gli elettori.
Visti gli alti costi che servono per guidare un sistema politico, costi inarrivabili per gli elettori ordinari, sono i gruppi di affari che tracciano le linee politiche in cui le diverse coalizioni in gioco rappresentano gli investitori, non gli elettori, questo il fulcro della teoria di Ferguson.
Chi offre denaro per i vari Partiti ha le sue ragioni di investimento e quindi di controllo dello Stato.
Gli investitori sono divisi dai loro obiettivi finali, esattamente come delle coalizioni politiche: ci sono quelli per far profitti nel settore del lavoro, quelli nel settore del capitale, quelli per il libero mercato, quelli che supportano il protezionismo, raramente il maggiore investitore è un sindacato, è avvenuto nel caso della nascita del Partito Laburista inglese, per esempio. I partiti politici sono le braccia in azione dei gruppi di controllo che si muovono nelle retrovie.
Per non scontentare nessuno dopo un certo numero di anni si assiste, sempre secondo Ferguson, ad un "Realignment" un riallineamento, dovuto di solito a qualche evento di risonanza pubblica: una crisi violenta, una guerra, uno scandalo. Questa sorta di "giro di boa" permette ai poteri forti di rimescolare le carte, di cambiare i pupazzi politici ai vertici, per dare anche ai cittadini un senso di rinnovamento e giustizia.
Per guadagnare la fiducia degli elettori, il loro voto e quindi la vittoria per le Lobby dietro al politico di turno, bisogna parlare di aborto, diritti dei gay, guerre, in modo da garantire la vittoria ai gruppi dominanti, il fine giustifica i mezzi, ed il fine è il profitto ed il potere.

Altro autorevole pensatore, scrittore, commentatore politico e giornalista è Walter Lippmann (1889-1974), colui che per primo coniò il termine "guerra fredda"  e vincitore di due Premi Pulitzer.
Per Lippmann la figura del giornalista era quella del mediatore tra i gruppi al potere ed il popolo. Quest'ultimo non poteva comprendere le dinamiche e le strategie politiche, quindi il giornalista fungeva da "filtro" per semplificare queste tematiche per l'opinione pubblica. Questo pensiero si scontrava con quello di John Dewey che alla visione gerachica dell'informazione, contrapponeva un gionalismo più egalitario: più le notizie erano condivise e più si alimentava la democrazie ed il libero dibattito.
Lippman, famoso per aver intervistato Kruscev nel 1958 e nel 1961, non si piegò mai al sensazionalismo ed ai gusti del grosso pubblico, cercando di rimanere sempre distaccato, un osservatore che raccontava dei fatti. Il suo libro più importante è "Public Opinion" del 1922, dove si confrontano le relazioni tra il mondo pieno di avvenimenti e la capacità dei cittadini di comprenderli a pieno. Lippmann si propose di capire e di studiare l'influenza sullo stereotipo e i meccanismi che si instauravano per la formazione di tale fenomeno. Lo stereotipo sociale è per Lippmann una visione distorta e semplificata della realtà sociale: lo stereotipo, aggiunge, è costituito dalle immagini mentali che ci costruiamo per semplificare la realtà e per renderla a noi comprensibile.
Coloro che conoscono e comprendono la realtà e di suoi avvenimenti tendono spesso a manipolarli, creando un simulcro di quella stessa realtà che possa essere facilmente assimilabile dal popolo. Le finalità autentiche sono altre, celate ai più. Qui ha terreno fertile la propaganda, che, secondo Lippmann, non potrebbe esistere senza una qualche forma di censura, una barriera tra l'evento in se e quello che viene detto e filtrato per il pubblico. (Da sottolineare la sua opposizione alla guerra del Vietnam)
Ma la colpa di questo sistema non è nella censura stessa, ma in una sorta di rassegnazione, di anemia, di una mancanza di fame da notizie dell'opinione pubblica, che avrebbe i mezzi per accedere ad una conoscienza più approfondita (lo dice Lippmann nel 1922, adesso con internet dovrebbe essere ancora più facile).
"Con un dollaro non ci si compra nemmeno una caramella, ma la gente pretende di informarsi comprando quotidiani ancora più economici."
Le notizie sono scelte editoriali, semi gettati ai cittadini per creare una qualche opinione pubblica, prosegue l'autore.
Ne mondo moderno dove la parola "Leader" è spesso associata a personalità del tutto inadeguate, Lippmann espone la sua idea: " La prova fodamentale del valore di un Leader è che lasci dietro di se altri uomini, la convizione e la volontà di proseguire la sua opera." Il presente è ben lontano, dunque, dalla figura che Lippmann descrive. La politica è più una corsa al sensazionalismo, ad interventi utili a guadagnare qualche voto, senza una reale volontà di intraprendere un cammino di progresso per tutti.
Conclude Lippmann con una stoccata alle Democrazie: " Quando tutti pensano allo stesso modo, nessuno pensa molto."

Una delle più prestigiose figure del XX negli studi delle "politiche internazionali" è stato,senza dubbio, Hans Morgenthau (1904-1980), per ben due volte Consulente del Dipartimento di Stato USA, sia sotto la presidenza Kennedy che sotto Johnson. Le sue idee contro la guerra del Vietnam lo videro allontanato dal suo incarico.
Il suo pensiero si concentra verso le relazioni di potere tra gli Stati, come si sviluppa, quali sono le sue conseguenze e come viene interpretato dalla popolazione.
Il suo lavoro più importante, considerato un pilastro nel ramo delle politiche internazionali si intitola "Politics among Nations".
Per lo studioso la lotta per il potere è universale nel tempo e nello spazio e questo è innegabile a livello empirico.Non si può negare che nel corso dei secoli a prescindere dalle condizioni economiche, sociali e politiche, gli Stati si sono sempre incontrati in relazione al potere. Anche se alcuni antropologi hanno mostrato alcune popolazione apparentemente immuni da questo desiderio, nessuno lo ha potuto ricreare su scala planetaria, sintomo di un eccezione che conferma la regola.
La politica internazionale, come qualsiasi tipo di politica, è una lotta per il potere. Le azioni degli Stati non possono considerare i principi morali.
La sua visione rientra nella Scuola Realistica, anzi secondo alcuni ne sarebbe l'iniziatore, dove la natura umana non può cambiare, dove la politica internazionale è guidata da leggi ferree e chi non si adegua ne subirà la conseguenze. Una visione  Macchiavellica,  molto Hobbesiana, dove l'umanità è sostanzialmente competitiva ed egoistica, famosa la sua frase "Homo Homini lupus" - ogni uomo è lupo per l'altro uomo.
I fatti attuali non possono che confermare questa linea di pensiero. Non essere d'accordo con Morgenthau significa non aver compreso la situazione politica mondiale, credere ancora che chi procura guerre lo faccia in nome di qualche nobile causa. Mai come oggi ci troviamo di fronte ad una lotta indiscriminata per il potere, una sorta di revival di "guerra fredda" tra USA e Russia, ma con nuovi co-protagonisti come la Cina ed i paesi Mediorientali. Le logiche di conquista sono preponderanti sulle logiche di pace e stabilità. Siamo davvero ancora padroni del nostro destino?

Per ottenere un quadro più dettagliato sulla situazione attuale mondiale dobbiamo considerare la figura di Ha Joon Chang (1963 -), importante economista e Prof. all'università di Cambrige. Chang è stato consulente della Banca Mondiale, della Banca per lo Sviluppo Asiatico e dell'Oxfam.
Il suo pensiero è un attacco frontale al neoliberalismo mondiale, alle politiche per ridurre o annullare completamente le tariffe doganali nei paesi in via di sviluppo, ai nuovi accordi per il libero mercato promossi dal WTO (World Trade Organization). Da un articolo sul "Le Monde Diplomatique" del 2003.
Il paradosso è che gli stessi paesi, adesso industrializzati, che promuovono il libero mercato, ai tempi del loro sviluppo economico, raramente usarono quelle regole, che oggigiorno impongono ai paesi in via di sviluppo. Questo in sintesi il nocciolo del pensiero di Chang, che va più nel particolare. L'Inghilterra del XIV e XV secolo aveva politiche prettamente protezionistiche, specialmente per la produzione della lana grezza, per scoraggiare l'esportazione. Stesso procedimento fu adottato tra il 1721 ed il 1846 con nuovi accordi commerciali sulla "Legge del Grano". Tariffe protezionistiche, sussidi di esportazione, rimborsi sulle tariffe di importazione generate delle entrate per le esportazioni. Durante quel periodo la Gran Bretagna aveva un tasso di protezionismo tra i più pesanti in Europa.
Quando nel 1846 la "Legge del Grano" fu abrogata, l'Inghilterra si mosse verso il libero mercato, più per favorire in parte l'aristocrazia terriera e dare inizio ad una sorta di "imperialismo del libero mercato".  La liberalizzazione degli scambi è stata la causa piuttosto che il risultato dello sviluppo economico. Da questa posizione di dominio planetario, imporre il libero mercato per l'impero britannico fu un passo naturale. Il paese aveva raggiunto la sommità del potere con il protezionismo e adesso buttava via la scala che l'aveva aiutato nella sua ascesa, promuovendo il libero mercato.
Sempre Chang sottolinea come tra il 1830 e la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno adottato la media più alta di tariffe protezioniste nel settore manufatturiero del mondo.
Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale le politiche economiche americane svoltarono verso il libero mercato. Come riporta Chang nel suo lungo articolo, il 18esimo Presidente degli Stati Uniti, Ulysses S. Grant, che guidò il paese dal 1869 al 1877, tra i principali artefici della vittoria nordista nella Guerra di Secessione, disse:"  Per secoli l'Inghilterra ha potuto contare sul protezionismo, ottenendo soddisfacenti risultati. Non c'è dubbio che questo sistema passato è la ragione della sua forza presente. Adesso dopo due secoli di protezionismo il paese sta adottando il libero mercato, più utile alla sue esigenze attuali. Molto bene, lo stesso farà l'America entro 200 anni, uscendo dal protezionismo e favorendo il libero mercato."
Ad i "positivisti" del neoliberismo e della globalizzazione che sostengono la crescita record delle economie mondiale degli ultimi  20 anni, Chang risponde con alcuni numeri :" L'economia mondiale è crescita maggiormente tra gli anni '60 e '70 del secolo scorso, circa il 3%, contro un 2% degli ultimi 20 anni di "record" economici. Se si considera la crescita pro-capite nei paesi sviluppati si assiste ad una contrazione dal 3.2% al 2.2%, stesso discorso per i paesi in via di sviluppo dal 3% al 1.5%. Numeri che includono l'ascesa vertiginosa di India e Cina, altrimenti i tassi sarebbero anche più miseri. L'esperimento neoliberale ha fallito nelle sue promesse di ricchezza, sacrificando uguaglianza ed ambiente."
Ma come è possibile che questo procedimento economico sia ancora la ricetta maggiormente promossa e sostenuta dai Paesi industrializzati e dalle più autorevoli organizzazioni economiche mondiali? Chang risponde come il "tutto" sia sostenuto da un impianto economico-politico-ideologico che può solo essere solo paragonato al potere che aveva la Chiesa nel Medioevo in Europa.
L' influenza dei maggiori organismi internazioni, quali Banca Mondiale, IMF, WTO, che esercitano sui MEDIA (per disinformare) e sulle agende politiche di USA, Regno Unito e principali paesi industrializzati, è predominante. Chi lavora nei paesi in via di sviluppo per queste organizzaioni ha ottimi stipendi, il loro silenzio e la loro complicità è semplicemente pagata un buon prezzo.
Secondo Chang gli unici accordi commerciali che possono sperare di ottenere buoni risultati, sono quelli che raggruppano paesi con simili livelli di sviluppo (come il Mercosur), non accordi che forzano paesi economicamente differenti in un mercato a senso unico. Questo è quello che impone il WTO, per esempio, indebolendo e marginalizzando i paesi in via di sviluppo, a favore dei poteri forti, delle Multinazionali e delle oligarchie planetarie.

Sulla stessa linea anche Robert Pollin (1950-), economista americano, codirettore del PERI (Political Economy Research Institute). In un articolo del 2010 "The Wall Street Collapse and Return of Reality-Based Economics", viene sottolineato come la deregolamentazione finanaziaria, incoraggiata dai governi per crescita e stabilità, abbia prodotto risutati pessimi. Le misure, agli inizi del 2000, per annullare  la "Glass–Steagall", una norma per controllare e limitare gli affari di banche ed istituti finanziari, creata dopo il crollo di della borsa americana del '29, insieme alle misure di Clinton con il "Financial Service Modernization Act", hanno di fatto dato libero sfogo ad un mercato incontrollato, seme fruttuoso della crisi che ancora resiste nel sistema mondiale. Pollin ricorda come la crisi finanziaria del 2007/08 non è fatto isolato nel panorama americana ma piuttosto una sua caratteristica peculiare: la crisi dei mercati del 1997, la bolla speculativa del 1999/01, una sorta di crisi ciclica che si abbatte sui mercati devastanndo  sopratutto i cittadini. Non certo per le varie Goldman Sachs, Citibank, J.P. Morgan e poche altre, sempre salvate dalle iniezioni di soldi pubblici della Federal Reseve Bank (FRB). Uno dei suoi pupilli, Alan Greenspan, che ha ricoperto l'incarico di Presidente dal  1987 al 2006, è il principale artefice di questa deregolamentazione selvaggia. Ci sono tre importanti figure a supporto del neoliberismo, Robert Lucas, Friedrich Hayek e Milton Friedman, ognuno con il suo bel Nobel per l'economia. Hayek sosteneva che l'economie socialiste erano destinate a fallire perchè non offrivano potere decisionale alle persone per scegliere ed informasi liberamente sulle offerte finanaziarie, ma anzi ne limitavano il raggio. La sua fama crebbe con il crollo del blocco Socialista-Sovietico del 1989. Il paradosso del suo pensiero, secondo Pollin e Cassidy (altro studioso ed autore del libro "How Market fails: the logic of economic calamities"), è nell'utopia che il libero mercato fornisca una informazione completa al cittadino, che non si spiega, per esempio nel crollo dei Subprime del 2006/07, che ha visto molti contribuenti perdere la propria casa o i risparmi di una vita. Quindi le informazioni c'erano, ma completamente distorte dalla realtà.
Pollin definisce il neoliberalismo con tutti i suoi "assiomi" una mera utopia.


Nell'informazione niente dovrebbe essere dato per scontato. Il mosaico internazionale viene artificiosamente scombinato per non permettere di ottenere una parvenza di verità. Il capitolo Africa è uno di quei tasselli fondamentali per comprendere come anche il sistema educativo sia pieno di lacune, come la fotografia di un continente sia oramai divenuta un assioma inconfutabile. Non si deve capire, ma digerire quella nozione.
Basil Davidson (1914-2010) è stato uno dei massimi studiosi britannici del pianeta africa. Ha contribuito con i suoi studi ed i suoi documentari ad una immagine del continente ripulita da stereotipi e falsi storici. Ha puntato il dito contro un sistema economico che ha ridotto l'Africa in una emergenza perenne.
Nei suoi studi (fondamentale è "The black man's Burden:African and the curse of National-State") Davison mostra come questo immenso territorio sia sempre stato fin dai tempi coloniali sotto il giogo dei "conquistadores" europei. Un colonialismo umano e finanziario che non ha mai permesso ai suoi popoli di essere padroni del proprio destino, ma ha sempre imposto un modello di sviluppo occidentalizzato.
La storia dell'Africa sembra iniziare con l'arrivo del'uomo bianco, del "prima" non c'è traccia.
Sostanzialmente il modello dello "Stato-Nazione" ha origini recenti, si può collocare dopo la Rivoluzione Francese (1789), quando la Francia divenne forse la prima Nazione Europea. Fu dato per scontato applicare questa formula di Governo anche nel processo di decolonizzazione africano. Le proposte alternative come una Federazione di Stati, senza distuggere le diversità ma rendendole una ricchezza, furono ignorate. L'idea di Nazione, per Davidson, ha semplicemente favorito la ricchezza per le Elite al potere, non il bene della collettività. L'Africa ha ottimi esempi di civiltà passate che hanno creato benessere per il suo popolo, come l'Impero Ashanti, nella zona occidentale del continente, nella zona dell'attuale Ghana. Un impero sorto nel XVII secolo, con una sua burocrazia, un'economia florida, regole civili, elezioni, trasporti funzionali, tutto spazzato via dal "progresso coloniale". Oppure come la società Yoruba, ancora più antica, un'era quasi mitica se comparata con i disastri di oggi. Ci furono numerosi movimenti di lotta per la liberazione in Mozambico, Guinea Bissau, Angola, tutti puntualmente frustrati da USA ed Unione Sovietica. Il punto di non ritorno per i popoli africani furono le decisioni sommarie, sopratutto britanniche, sulla creazione dei confini che hanno lacerato identità o alimentato conflitti fino ai giorni nostri.
Concude Davidson:" Le riforme modernizzatrici in West Africa verso la fine del XIX secolo erano simili a quelle attuate dal Giappone nello stesso periodo, il potenziale per lo sviluppo era sostanzialmente per nulla diverso dal potenziale realizzato dai giapponesi nel 1867."

Il mondo sta rispettando i patti sull'ambiente?
Le guerra sono un lontano ricordo?
Gli interessi delle potenze mondiali sono per le fonti energetiche o per il valore di una singola vita umana? Quanti sono coloro che vivono con meno di 2$ al giornio, perchè i ricchi sono sempre più ricchi, la classe media deve fare le acrobazie ed i poveri sempre più poveri?
Il lavoro è ancora crescita professionale o subdolo ricatto?
I nuovi milionari delle globalizzazione sono sostenibili o non sono consapevoli dei danni delle loro imprese?
Ogni singola domanda ha la sua risposta, sta al nostro buonsenso ed alla voglia di essere curiosi, informandosi, non lasciandolo fare ad altri. Per adesso stanno vincendo le urla degli stolti, forse perchè chi è nel giusto rimane in un dubbioso silenzio. Resistenza sempre. Maremmcinghialaaaaaaaaaaaaaaa


















Friday, June 27, 2014

Ineguaglianza, Ingiustizia e Rivolte Globali.


Questa la traduzione di alcuni passaggi interessanti di un articolo di Andrew Gavin Marshall, un giovane giornalista e ricercatore indipendente che vive a Montreal.
Analisi sempre molto precise ed attente sulle dinamiche politico-sociali a livello mondiale.
E' un articolo con numeri sbalorditivi che dimostrano ancora una volta dove sta conducendo questa folle corsa globale verso una crescita devastante e oggettivamente irrealizzabile. Anche la retorica svanisce davanti a questi dati. I "grandi" economisti e "politici" possono confutare ancora per poco questo tipo di informazione. La realtà, le esperienze tangibili della cittadinanza globale, le stesse rivolte sono prove inequivocabili di una rabbia planetaria, di un risveglio sociale forse ancora troppo lento, ma inarrestabile. Buona lettura.

"World of Resistence Report: Inequality, Injustice and the Coming Unrest" (link articolo originale)

" Zbigniew Brzezinsk, ex consigliere della Sicurezza Nazionale USA e personaggio molto influente per le politiche internazionali americane, spiega che cosa intende quanto definisce l'Umanità nel processo di "Risveglio Politico Globale", grazie anche ad un accesso maggiore all'educazione, alla tecnologia ed alla comunicazione tra i popoli del pianeta.
Brzezinsk ha lungamente trattato con le Elite americane, i Gruppi di Pensiero (think tank) Europei ed i giornali, sottolineando come questo "risveglio delle masse" presenterà la sfida chiave per gli Stati Uniti e gli altri Paesi al potere, spiegando che un sempre maggiore numero di persone comprende quello che sta succedendo nel mondo, sono consapevoli delle ingiustizie, delle diseguaglianze, e della mancanza di rispetto e dello sfruttamento.
Ma Brzezinsk non è la sola figura che ha posto in primo piano alle Elite ed Istituzioni questo "risveglio" e le sue caratteristiche. La "disuguaglianza", tema centrale del movimento "Occupy", è divenuto punto centrale di discussioni globali, sia sociali che politiche, e le popolazioni sono conscie sempre di più del problema di chi ha tutto e di chi non ha niente. Se allo stesso tempo l'ineguaglianza è la fonte ed il risultato della concentrazione di potere in mano di pochi, rappresenta oltremodo una minaccia per gli interessi e le strutture di potere stesse. Molti di noi sanno che il Sistema del Capitalismo Globale è controllato da un ristretto gruppo di organizzazioni, gruppi ed individui che se messi insieme gestiscono la stragrande maggioranza delle ricchezze e risorse del nostro pianeta. Banche, multinazionali, dinastie familiari, istituti finanziari come il FMI (Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale, tutti strettamente interconnessi ed interdipendenti per quella che si può definire come Oligarchia Mondiale.
Thomas Pogge (Filosofo tedesco e direttore del "Global Justice Program", nonchè Prof. di Affari Internazionali e Filosofia all'Università di Yale. ndr) ha spiegato sul "Georgia Journal of International and Comparative Law", che negli ultimi 20 anni successivi alla fine della "guerra fredda"  ci sono stati, nel mondo, circa 360 milioni di povertà/decessi evitabili, un numero maggiore di tutte le guerre del XX secolo messe insieme. Per l'anno 2004, oltre un miliardo di persone sono state "cronicamente malnutrite" e quasi la stessa cifra non ha avuto accesso ad acque potabili e ad un tetto sopra la testa. Circa 1.6 miliardi di persona non ha l'elettricità, mentre 218 milioni di bambini viene sfruttata e costretta a lavorare.
Pogge sottolinea come metà della popolazione mondiale vive con meno di $2.50 dollari al giorno, e che questa fetta di popolazione potrebbe essere recuperata con una spesa di circa $500 miliardi di dollari, che rappresenta i 2/3 della spesa annuale del Pentagono. Pogge afferma che l'1% degli abitanti del pianeta ne controlla il 40% delle ricchezze, mentre il 60% della popolazione appena il 2%. "Siamo arrivati al punto in cui il mondo è ricco a sufficienza per eliminare la povertà." Scrive Pogge. "Stiamo invece dando la priorità ad altri fini." Ancora oggi 18 milioni di persone, la metà bambini sotto i 5 anni muore ancora per indigenza, tutte cause evitabili. Viste attraverso queste lenti, la povertà, e la disuguaglianza sono i maggiori vettori di violenza, morte ed ingiustizia sulla terra.
L'Associazione Oxfam (una delle più autorevoli nella lotta alla povertà) ha notato come, per l'anno 2012,  le 100 più ricche personalità nel mondo possedevano una fortuna pari a $240 miliardi, somma 4 volte maggiore di quella richiesta per eliminare la povertà. Negli ultimi 20 anni il famoso 1% dei ricchi ha visto i propri introiti crescere del 60%, promuovendo un sistema di estrema ricchezza, che è, secondo l'esecutivo dell'Oxfam, economicamente inefficiente, politicamente corrosivo, settario a livello sociale, e distruttivo per l'ambiente.
Ma non solo questo. Un ex direttore, economista, per la "McKinsey & Company" ha pubblicato i dati per il 2012 sul "Tax Justice Network" mostrando come i "super ricchi" evadono tasse tra i 21 ed i 32 trillioni di dollari "nascondendoli" nei paradisi fiscali, questo fenomeno è aumentato nelle ultime 3 decadi, giusto per far capire come la diseguaglianza sia molto molto peggiore di quello mostrato dalle statistiche ufficiali.
Nei primi mesi del 2014, un nuovo studio dell'Oxfam, in cui si evidenzia come gli 85 più ricchi individui del pianeta detengono una somma pari a 1.7 trillioni di dollari, mentre lo stesso 1% detiene adesso la metà della ricchezza mondiale, 110 trillioni di dollari, tutto questo rappresenta una minaccia per le politiche mondiali ed i sistemi economici, con il rischio di aumentare inevitabilmente le tensioni sociali, secondo Oxfam. 

Che cosa significa tutta questa Diseguaglianza in termini di Instabilità sociale

Il rapporto tra disuguaglianza e instabilità è stato sempre osservato con un occhio di riguardo da oligarchi e sistemi plutocratici. Il pericolo potenziale di rivolte sociali è divenuto più lampante con la crisi finanziaria del 2007/08.
Il direttore dell' OECD (Organization for Economic Cooperation and Development), l'agenzia di rating Moody, il direttore del WTO (World Trade Organization) hanno evidenziato il rischio di esplosioni sociali, rivolte, tensioni tra le classi più povere e scontri sia di carattere inter-religioso che inter-etnico.
Lo stesso Brzezinsk dice :" Potremmo andare incontro a conflitti di classe, e se le persone saranno senza lavoro e davvero frustrate, ci saranno violente rivolte.
Uno dei primi ufficiali dell'Esercito americano, l'Ammiraglio Mike Mullen spiega che la crisi finanziaria ha lo stesso livello di importanza in termini di sicurezza delle operazioni in Iraq ed Afghanistan. Questa situazione potrebbe anche rivelarsi un duro contraccolpo per gli sforzi Americani di promuovere mercati liberi, visto che la crisi è stata scatenata dagli Stati Uniti stessi.
Nel 2009 il Ministero per la Difesa Britannico, grazie all'agenzia speciale MI5, era preparato a rivolte nelle strade inglesi, come risultato della crisi globale.
Un rapporto dell'Ottobre 2013 della "International Federation of Red Cross e Red Crescent Societies",  mettono in guardia sulle conseguenza delle politiche di austerità da parte dei Governi Europei, conseguenze che si protrarranno per decenni anche nel caso di un recupero economico in un futuro prossimo. Vediamo una disperazione silenziosa, che muta in depressione, rassegnazione e perdita di speranza, molti delle classi medie sono stati risucchiati nella povertà.
Lo studio continua analizzando gli aumenti costanti dei tassi di disoccupazione degli ultimi 24 mesi, sufficienti a far comprendere come la crisi sia sempre più profonda.
Secondo l'autorevole gruppo "Economic Intelligent Unit" (EIU)  numerosi sono i paesi con una alto rischio di sommosse, rivolte e tensioni sociali. Sfiducia nelle Elite Politiche, e nelle istituzioni tradizionali. 
Per il 2014 i paesi sotto la categoria ad "Alto Rischio" per rivolte e scontri sono: Argentina, Bahrain, Bangladesh, Bosnia, Egitto, Grecia, Libano, Nigeria, Siria, Uzbekistan, Venezuela, Yemen e Zimbabwe. Nella categoria appena inferiore, quindi sempre molto delicata troviamo: Algeria, Brasile, Cambogia, Cina, Ciprus, Etiopia, Guatemala, Haiti, Honduras, Iran, Giordania, Laos, Mexico, Marocco, Nicaragua, Pakistan, Peru, the Filippine, Portogallo, Sud Africa, Spagna, Tunisia, Turkmenistan, Turchia e Ucraina.
Fino a che le diseguaglianze aumenteranno le instabilità sociali seguiranno di pari passo.
Resistenza e Rivoluzione sono le nuove realtà globali."

Thursday, June 12, 2014

Commission, TTIP, Corporations, who decides Europe's Destiny.


In Europe the real authority who has the executive power to shapes the rules across the continent is the Commssion, not the Parliament that can merely corrects some aspects of the laws but not the main core of the decisions.
The Commission is not elected by the citizens and run private meeting to decide the Europe destiny. This is not not a fantasy movie, is the unquestionable truth.

The "Corporate Europe Observatory" (CEO), an organization of journalists and experts based in Brussels, is inquiring about it. This group periodically produces detailed reports on the dangers of undermining Lobby about the power on decision-making of the European Commission.In one of its reports entitled  "The Record of a Captive Commission"this is detailed unfold: " The European Multinationals are successfully manipulating the crisis in their favor. Commission's role is fundamental in this process. The latter  has a monopoly on legislative proposals, is not elected by the citizens, but rather keep its own distance by them. The Lobby can easily interact with their money  for various issues. "The Commission also has a branch dedicated to European and world markets, to decide on industries and services. The coordinating body for this sector of the market with the rest of the world is called "Directorate General for Trade" (DC Trade).According to the Report of the CEO at least 119 private meetings was the DC Multinational Trade as protagonist with Lobby and Corporations, and just an handful with unions and consumer associations. In the past year these "secrets meeting", or to be more politically correct these "not public discussions", have involved private "ACEA", the "U.S. Chamber of Commerce," the "Fertilizer Europe" (which brings together the largest industries of chemical fertilizers in Europe). Among its associated industries are fertilizers Spanish "Fortiberia", which is still under process in Huelva, for using an industrial area adjacent to the city, spilling into the local river, the Rio Tinto, toxic and radioactive substances.But the Commission also met with representatives of Car Industry such as Ford, Nigel Wicks, President of the British Bankers Association, the Association for the Defense and Space Plane European financial groups such as the "BCTT."The CEO report goes on to underline another point:  to discuss and decide on European finance (just remember the sixteen hundred billion to rain for the bailout of the banks system during the crisis) the Commission meetings has been hold with the group of experts in derivatives "Expert Group on Market Infrastructures", members in their time of Financial Corporation. For questions about climate change and CO2 emissions the groups which planning strategies are "for Chemical Industry Association", or that of iron (Eurofer), or that of cement (Cembureau) or maybe some advice of the "European Round Table of Industrialist ", all of which obviously following the interests, with rules that will affect the lives of the european citizens.The Commission lobbies affect all sectors, such as agriculture, with the continuous attacks with GMO products, for now bounced back to the sender. Or more with the study of various pesticides and the 'EDC, the Endocrine distruptors Chemical carcinogen product still used in the market.An article a few months ago on "The Guardian" titled "The Tobacco giant Philip Morris is spending millions of Euros to delay anti-smoking laws in Europe"Also on "The Guardian" a more recent article points out how in Brussels gravitate over 30,000 lobbyists who try in every way to obtain favorable treatment for their Banks, Telcos, industrial groups and ect. It is estimated that at least 75% of European legislation is heavily manipulated by these profiteers.This surreal atmosphere where the voter is convinced to contribute to change, but who decides to change does not depend on electoral decisions.The media continues to misinform, to confuse, to shuffle the cards, to give news often fragmentary or without due importance.In the next European semester of 2014, Italy will held the presidency, perhaps the perfect country to speed up and approve the TTIP better known as the "Transatlantic Trade Investment Partnership", which will usher  a new era of trade between Europe and the United States. The Italian Prime Minister Renzi called it a "priority".The purpose of these agreements is to reduce or remove tariff barriers between the two countries, in order to facilitate the market. We talk about savings, according to independent datas, expected to reach the European market share of around € 120 billion per year, while for the U.S. would be 90 billion Euros. But it would also benefit the economies of third parties, for an amount of approximately € 100 billion a year.Sigmar Gabriel, German Minister of Economic Affairs pointed out that: "He who rejects these agreements with the United States will have no influence on the progress of Globalization." We speculate big numbers if the TTIP will be approve: 13 million potential employees. According to Gabriel: "This partnership will lead Europe to improve its market standards, thanks to the" Mother of Capitalism "Obama & America." It emphasizes how the improvements will concern the rights of workers, the environment, and international patents. Everything nice nothing expensive then? The siren song, in this European Odyssey, irresistible as its promises, has already convinced everyone?!With the "Translatlantic Trade Investment Partnership" between Europe and the United States could be digest also the controversial regulation entitled "Investor State Dispute Settement" (ISDS), which allows a foreign investor to sue the government of the host country, if the latter's National laws will  harms the profits of a foreign company that invests. For example, the "Chemtura Corporation", a manufacturer of industrial fertilizers, sued the Canadian government who  limited, with a national law, the use of many pesticides of the above Corporation. Or the lawsuit filed by several tobacco companies headed by "Philip Morris" against the Australian government, responsible, for some  restrictiveanti tobacco laws, to have damaged the profits of these companies. The risk is to grant the Multinational an additional weapon against those who try to protect consumers, delay laws and force governments to costly diatribie in court. A Globalization increasingly wild.For the economics professor and scholar Martin Hart-Landsberg we are faced with a "Domain of Multinationals." The professor cites a statement on the UN metting by Salvador Allende in 1972: "We are faced with a conflict between transnational corporations and states. Latter has been  cut off in their fundamental political, economic and military decisions, from global organizations that do not depend on any state and whose activities are not controlled by any parliament, nor any representative institution of the collective. "The economist Nobel Prize-winning  Joseph Stiglitz adds: "Given the recent history, it now seems clear that the negotiations, aimed at creating a free trade area between the U.S. and Europe and the USA and the Pacific (excluding China) are not to create a system of free trade. Instead, the goal is a managed trade regime, tended to pander to those special interests that have long dominated the trade policies of the West. No trade agreement should put commercial interests ahead of the interests in National general, especially when dealing with issues not related to trade, such as financial regulation and intellectual property. many rules that they want to "soften" are there for a reason: to protect consumers, workers, economies and the environment . We need a "free market" genuine Corporation, where citizens have the same importance in decision-making. "The risk is to give "carte blanche" to those which the profit is the only priority. Same issue appeared in a long article, even the German newspaper "Der Spiegel" in an article titled "Carte Blanche Corporation. Will US-EU trade become too free," which shows how can be dangerous the next future , GM foods without any obligation to state this in packs, or more extensive rights of Copyright to limit the enjoyment of culture, education and science. The article also deals with the aforementioned ISDS, which will threaten the laws of the national governments. As the case brought by a Swedish nuclear power station in Germany, "Vattenfall", against the Germany laws  who want to clear off the nuclear focusing all efforts on clean energy. The "Vattenfall" asked for damages of $ 3.7 billion. Now the various politicians who support these agreements,  have become more open to dialogue and public debate, assuring that there is nothing secret. But the internet and several experts in the world, including Stiglitz, think very different.The Democracies, social participation, information really are those assigned to every citizen in the society of much of this planet? Or are only an illusion, a semblance of legality, the anesthetic of the masses.An infuential  American politician of the last century, N. Murray Butler said: "The world is divided into three categories of people: a very small number that do create the events, a group a little 'more important than waking to their performance and  assist them fulfillment, and finally a vast majority who never will know what really happened. " or the phrase of 1999 on "Newsweek" of Rockefeller: "Something has to replace the governments, and the private power seems to me the appropriate method to do it."

Thursday, June 5, 2014

Green EU Capitals for better living. Where is Italy?!

In Italy the best to be "green" for a politician is take a picture on top of a bicycle, or inaugurate a park without trees, or garden without flowers.  Despite that in Europe there are examples of cities that have decided to take it  seriously with policies that go beyond one legislature. We talking on long-term projects, choices that are beyond any political formation. Increase bike path, reduce the number of circulating cars, enhance transport, planting trees, are not chosen for the right or left wing, are choices of common sense, far-sighted choices, sustainability seeds planted by past administrations for the benefit of future generations .Every year in Europe a city be awarded for the ' real commitment in developing sustainable choices and "green", we are talking about the European Green Capital .Stockholm was the first to win this award in 2010 for good policy. 800 million inhabitants. Public transport that uses recycled fuels,  25% cut off in greenhouse gas since 1990. 95% of the population is less than 300 meters from green areas . A city into bike and public transport, used by 90% of its inhabitants. Stockholm also uses cogeneration systems to produce 80% of its home energy.Hamburg was awarded the prize in 2011. 's Second largest city of Germany with 1.8 million inhabitants. Since 1990 15% reduction in CO2 per capita. One project already under development to make greener its suburbs and its center : 3000 acres of parks, 1900 acres of orchards, 245.000 new trees The already approved project to enclose in a tunnel, over a distance of 3 km,  the A7 highway that from Hamburg reached Scandinavia,  millions of vehicles every day . The plan is for the long stretch of the A7 highway that crosses the municipalities of Schnelsen, Stellingen and Bahrenfeld  and it will construct a 34-meter wide tunnel that will contains the entire stretch of highway which on top will be covered by a green area with lots of parkland, gardens, bikeway, footpaths and gardens. There are already 15 bicycle path, with appropriate signals and constant maintenance, for a total of 400 km. Ingenious is the project called "my tree" where an interactive map indicates areas free of buildings where you can plant trees. Here the citizens makes free donations when the amount reaches 500 Euros , the government puts the same  and it is time to plant the tree. Since 2011, there are already 3100 new shrubs. 

But there's not only northern Europe, for the year 2012 the award went to the Basque town Vitoria-Gasteiz. Despite the crisis Spain, especially the north part, it is increasingly sensitive to environmental issues that are transformed into concrete actions by the municipalities .The Basque town has a population of 240,000 inhabitants. Transport in a radius of up to 300 meters for every citizen, and almost all use environmentally friendly fuels . There are 97 km of bike paths, 457 bicycle parking for a total of 5000 seats. Public gardens with organic crops . Large numbers of participation and information for people with conferences , demonstration, forums, discussions , contests for children. The mayor recalled that the city carries out environmental and sustainable policies for more than 30 years, beyond  political and ideological symbols . In addition, the Administration proposes a Green Pact for companies, inviting them to join with clear ideas and revised each year to reflect its commitment to improving the environment, everyone with their own resources, with the aim of moving towards a ' low-carbon economy .2013 is the time of  Nantes, the French city of 600,000 inhabitants. The prize for more than 20 years of environmental policies and sustainability. The nature and its fundamental role in the urban area of Nantes are an example for Europe. Over 100,000 trees, 4 zones known as " Natura 2000 ", along the Loire river, where biodiversity is the key aspect : 19 endangered species and 15 red line endangered  in these areas. 15,000 hectares of agricultural areas in the metropolitan area , 330 farms and work for 1400 people.2500 parking spaces for bikes, car sharing , re-introduction of the electric tramway , 80 % of transport that moves with the natural gas. In 2010 , less than 50 % of all trips were made ​​by car with only the driver on board ; and as many as 150 families have participated in a workshop on climate change, driven by the desire to translate into ecological actions their creativity and enthusiasm. The " Watch Pollen Garden" indicator that allows to estimate the amount and quality of pollen in the air, to safeguard the health of citizens. 60% of the territory of Nantes is covered by greenery due to thickening of urban projects. € 40 million has been invested in 4 years , from 2010 to 2014 , for the construction of bike paths . Water control with the average consumption per capita fell from 139 liters in 2004 to 123 liters in 2011.For 2014 we already have a winner , is Copenhagen . Cities from 600,000 inhabitants and cutting edge for what concerns the environment, transport and sustainability.Waste separation at 55% , reductions of 4.2 tons of CO2 per person. The ultimate objective of zero emissions from 2025 with carbon. Tourist buses entering the city center , electrical. Bicycle paths that extend for 160 km , with half of the citizens who use it for their journeys. Another important aspect is the spread of restaurants that use produce zero kilometer and fresh seasonal produce.In this context, also the hotel are adequate, so that more than 60 % is certified green. The structures, in fact, comply with the environmental standards for the cleaning, consumption and waste disposal .Here, 30 km off from the coast there is the largest offshore wind farm . The climate plan also provides for the sustainable restoration of the buildings belonging to the Municipality and sustainable urban design .Bristol is the last city in our list, which won the award for the year 2015. Centre UK , 500,000 people, has skillfully used a combination of investments and information for involve the citizenship . Bristol has committed a budget of € 500 million for the improvement of transport by 2015 and up to EUR 300 million for energy efficiency and renewable energy by 2020.The environmental sector of the economy that has the potential for 17,000 new jobs in 2012 alone grew by 4.7 % . Since 2005, over 3800 trees have been planted , thanks to the efforts of citizens in sponsoring and "adopt" a plant. New trees but 3/4 meters tall so as to provide immediately visible results in terms of aesthetics and public welfare. There is an Action Plan for Biodiversity, launched in 2005, involving  associations, businesses, individual citizens to protect, promote, improve and educate on various aspects of the nature. In 1990 returned to nest the peregrine falcon, the fox is among the most populous in the various city parks, the commitment to preserve the native plant species of the area. Concrete actions for traffic reduction , funding for public transportation , bike lanes , transportation by rail. This has generated in a short time about 1,000 less cars per day on the streets of Bristol, vehicles with a single driver has been reduced from 15% to 65% , halving the traveling time to the city.How then does not mention the brilliant Berliner project named " Poo Power" which literally produces biogas from manure canines in city parks , with baskets specially designed to facilitate the process of energy production.Or sensors for lighting the road that regulate the light intensity, more intense when are passing by bicycles, cars , pedestrians and buses, less if the road is deserted.Then we read the latest report of Legambiente (Italian Environment Group) on the situation of bicycle lanes in Italy 's "A- bike cycling " where we discover that the town in which services are great for cyclists do not have the explosion of two-wheeled vehicles expected : Brescia got excellent infrastructure, bicycle parking , excellent signals, among the first for length of bike trails in Italy, yet only 3% moves by this vehicle, Ferrara, another town,  is very similar but 27% of his countrymen ride dail . So in addition to improving the roads, signages and  equip the city with new cycling routes,an important role is due to educate to the bike. To involve the public , to promote the two wheels , compete in offers , planning over the years. The pictures of political while riding a bike or smiling at the opening of 50 meters of bike path, without a maintenance plan for the future, leave things as they are. Politicians who have not realized the importance of sustainable design for its urban city, they are useless as their ideas.According to the report Legambiente the traffic is still too much motorized with cars and scooters. In Bolzano uses the bike 28% of the population , 27% in Ferrara , 17% in Pisa , just 7% in Florence , which has no rivals as use of scooters , 26% .56% of the Florentines use motorized vehicles for his movements , compared with 48 % in Milan that uses a lot of public transportation.If we look at the number of  km per capita of cycle tracks  Reggio Emilia leading the rank, followed by Mantova , Lodi , Verbania , Vercelli , Cremona , Verona ranks 24th ,  Bologna the 32nd , Cosenza 44th , 50th Turin, Florence at the 52nd, Milan to 66th , 78th to Rome , Naples 88th place.The country that invests in high-speed trains with every comfort, but that clears and cut funding for commuter trains, what kind of country is?!! Here the  "top" for a bike path is to recycle some sidewalk, or reuse forgotten roads without signs, without security, without maintenance. These are the actions of many mayors whose should take a trip to Europe to learn and then resign for their total ignorance on key issues for the present and the future of all of us.You can change, and indeed in many European and world cities are doing it for years. Be right wing, left wing, above , below or to the side has not  importance at all, it is just the usual trick to delay , confuse and excuses . The lack of funds as above, Spain, battered by the crisis, teaches . 
My Florence is in this condition , they talk about the lines of the tramway as a mysterious object with constant delays, waste and promises that bounce from the Mayor to another one. The bike paths are incomplete, poorly served, some dangerous same pictures all over the years, but if they inaugurated a few hundred meters of new path people must bend forward? They open the "gardens " with no future plans , and a few years later everything is down the drain , they are interventions spot, fake champions of green, wasting time and resources.A country still light years away from towns such as Bilbao, Hamburg and Bristol, who have nothing more than us except a more pride population that love themselves a little more. MaremmaCinghialaaaaaaaaaaaa